Recovery "espatria", l'udienza preliminare si terrà in Sicilia: ecco dove
di Antonio Alizzi
Dopo aver ospitato l’udienza preliminare del processo “Gregoretti“, l’aula bunker Bicocca di Catania sarà “teatro” del procedimento penale “Recovery“. Lo ha deciso il tribunale di Catanzaro, informando le parti processuali del fatto che in Sicilia, oltre al processo di secondo grado di Rinascita Scott, si celebrerà anche il primo step procedimentale dell’inchiesta che coinvolge le presunte attività illecite del clan “Lanzino-Patitucci” di Cosenza.
A presiedere l’udienza preliminare ci sarà il presidente designato Mario Santoemma, già componente del Riesame di Catanzaro. La prima udienza si terrà il 31 gennaio 2024, cinque giorni prima dell’avvio del giudizio d’appello contro le cosche della provincia di Vibo Valentia.
Udienza preliminare di Recovery in Sicilia, situazione tampone?
La decisione di trasferire anche l’udienza preliminare di Recovery in Sicilia scatenerà senza dubbio nuove polemiche. Negli ambienti giudiziari si parla di una situazione tampone. La Corte d’Appello di Catanzaro e la procura generale del capoluogo di regione confidano di risolvere questo problema con il ripristino dell’aula bunker di Lamezia Terme tra fine febbraio e inizio marzo.
Non è peregrina dunque l’ipotesi che una volta sistemata la struttura situata nella zona industriale lametina, i processi Reset, Rinascita Scott, Maestrale-Carthago e Recovery si svolgano nell’edificio dell’ex Fondazione Terina.
Gli avvocati che fanno parte del collegio difensivo di Recovery, appresa la notizia ufficiale, sono intenzionati a protestare per il “trasloco” forzato oltre lo Stretto di Messina.
Recovery, le contestazioni principali
L’indagine Recovery, coordinata dai pubblici ministero Vito Valerio, Corrado Cubellotti, Marialuigia D’Andrea e Giuseppe Cozzolino, avrebbe fatto venire a galla le condotte delittuose del clan “Lanzino-Patitucci” di Cosenza, impegnato a creare nel territorio cosentino una presunta associazione a delinquere dedita al narcotraffico.
In tema di giudicato cautelare c’è da dire che la Cassazione ha annullato con rinvio tante ordinanze cautelari che ora saranno nuovamente vagliate dal Riesame di Catanzaro. Alcune invece sono state annullate senza rinvio. Tra le posizioni che tornano in discussione ci sono quelle di Mario Renato Piromallo, Silvia Guido e Adolfo D’Ambrosio. Confermate le misure cautelari di Michele Di Puppo e Antonio Illuminato.
I nomi degli imputati
- Cosimo Abbruzzese alias “Cocchino” – difeso dagli avvocati Filippo Cinnante e Gaetano Maria Bernaudo
- Emanuele Apuzzo – difeso dagli avvocati Giuseppe Malvasi e Filippo Cannata
- Salvatore Ariello – difeso dagli avvocati Fiorella Bozzarello e Luca Cianferoni
- Luigi Avolio – difeso dagli avvocati Raffaele Brescia e Cesare Badolato
- Bruno Bartolomeo – difeso dall’avvocato Mario Scarpelli
- Giuseppe Bartolomeo – difeso dall’avvocato Ruggero Pio Micieli De Biase
- Gaetano Bartone – difeso dall’avvocato Francesco Chiaia
- Federica Bartucci – difesa dagli avvocati Giuseppe e Marcello Manna
- Antonio Basile – difeso dagli avvocati Tanja Argirò e Luca Acciardi
- Toni Berisa – difeso dall’avvocato Evis Sema
- Enzo Bertocco – difeso dall’avvocato Maurizio Nucci
- Antonio Bevilacqua alias “Il Topo” – difeso dagli avvocati Luigi Luppino e Domenico Caputo (clicca su avanti per leggere i nomi di tutti gli indagati)