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19/10/2026 ore 08.22
Cronaca

Rende dopo Cosenza, la protesta dilaga: rallentamenti e presidio permanente a Quattromiglia

Agricoltori, trasportatori, studenti e precari riprendono la lotta per le loro rivendicazioni. Tutti concordi su un aspetto: il costo dell'esistenza è diventato insostenibile per la classe lavoratrice. Alle 18 assemblea pubblica

di Antonio Clausi

Le contraddizioni di un sistema economico ingiusto ed estrattivo sono il motore di una nuova mobilitazione questa mattina a Rende. Fin dalle 6, la rotonda di Quattromiglia, arteria e snodo nevralgico della viabilità non solo locale ma dell’intera area urbana di Cosenza, è occupata dai manifestanti. Un blocco determinato e consapevole, che vede fianco a fianco agricoltori, trasportatori, piccoli commercianti, studentesse, studenti, lavoratrici e lavoratori di ogni settore. Alle 18 è stata convocata un’assemblea con la cittadinanza.

Questa nuova levata di scudi non nasce nel vuoto e viaggia dritta sui binari che condurranno il Paese allo sciopero generale del 30 ottobre. È la naturale ed inevitabile prosecuzione del presidio permanente che nei giorni scorsi è stato organizzato e tenuto vivo dagli attivisti de "La Base" a Cosenza, nella centrale piazza Europa. Un’azione nata per far sentire con forza la voce di chi produce e consuma ricchezza senza mai vederne i frutti, contro un impianto liberista che continua cinicamente a scaricare i costi della crisi sul collo dei soliti noti.

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Al centro del blocco di oggi ci sono le sofferenze quotidiane dei braccianti piegati dallo sfruttamento nei campi, dei piccoli produttori schiacciati dalla grande distribuzione, dei dipendenti pubblici con stipendi ridotti al lumicino e delle centinaia di precari privi di qualsiasi tutela. La realtà è evidente e drammatica: esiste un’impossibilità oggettiva di sostenere il semplice costo dell’esistenza. Da un lato ci sono salari bloccati o compressi da oltre trent’anni; dall’altro, profitti d’impresa e rendite speculative del tutto intatti, difesi da scelte politiche che tutelano i grandi patrimoni a discapito della maggioranza della popolazione.

I rallentamenti al traffico sono partiti fin dalle prime luci dell’alba e la pressione sul nodo viario è destinata ad aumentare, con diversi altri mezzi pesanti segnalati in arrivo da tutta la provincia per unirsi alla protesta. Non si tratta di semplici rivendicazioni di categoria, ma di un fronte unito contro l'impoverimento generalizzato. La piattaforma di lotta è complessa e trasversale: se la manifestazione caro vita e l'esplosione dei costi del carburante rappresentano la miccia più visibile del malcontento, le motivazioni profonde affondano nella crisi sistematica delle famiglie della classe lavoratrice.

Sotto accusa ci sono i rincari folli dell'energia, speculazione pura travestita da logica di mercato, e un'emergenza abitativa devastante. In una città universitaria come Rende, il caro affitti rappresenta un vero e proprio dispositivo di esclusione sociale, che nega il diritto allo studio e prosciuga le risorse dei giovani e delle loro famiglie a tutto vantaggio della rendita immobiliare.

Sull’eco delle mobilitazioni che dalla Spagna e dalla Francia hanno fatto breccia anche in Italia, i manifestanti concordano su un aspetto: non ci sono più i margini per tollerare questa disparità. Fino a quando la politica continuerà a tutelare gli interessi dei grandi gruppi speculativi invece di difendere il potere d'acquisto, la dignità del lavoro e i diritti sociali fondamentali - fanno sapere - l'unico strumento di autodifesa legittimo per chi non riesce più ad arrivare a fine mese sarà quello di far sentire ripetutamente la propria voce.