Reset, Michele Rende lascia il carcere dopo quasi quattro anni: disposti i domiciliari
La Corte d’Appello di Catanzaro accoglie l’istanza dei difensori Cribari e Mazzocchi: misura cautelare meno afflittiva
Dopo quasi quattro anni di detenzione, per Michele Rende si apre una fase nuova nel procedimento scaturito dall’inchiesta antimafia “Reset” della Dda di Catanzaro. L’uomo, in carcere dall’1 settembre 2022 – giorno dell’esecuzione dell’ordinanza cautelare firmata dall’allora gip Alfredo Ferraro – ha ottenuto la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari.
La decisione è stata assunta dalla Corte d’Appello di Catanzaro, che ha accolto l’istanza “de libertate” presentata dai difensori, gli avvocati Rossana Cribari e Pasquale Mazzocchi, ritenendo maturi i presupposti per una misura cautelare meno afflittiva.
Rende è imputato, nel procedimento Reset, per associazione mafiosa e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. In primo grado è stato condannato alla pena di 11 anni e 5 mesi di reclusione.
Nel suo percorso giudiziario pesa anche un secondo fronte: Michele Rende è imputato pure nel processo “Recovery”, ma in quel procedimento non risulta sottoposto a misure restrittive, dopo che la Cassazione ha annullato l’ordinanza del Riesame di Catanzaro.