Riprendeva i vicini con il cellulare, assolta un’anziana di Aprigliano: "Il fatto non sussiste”
Il Tribunale di Cosenza ha assolto una quasi ottantenne accusata di violazione aggravata e continuata della privacy dei vicini di casa
Importante pronuncia del Tribunale di Cosenza in materia di tutela della privacy e diritto alla riservatezza. Il collegio presieduto dal giudice Antico ha assolto una donna di Aprigliano, quasi ottantenne, accusata di violazione aggravata e continuata della privacy dei vicini di casa.
Secondo l’accusa, la donna avrebbe effettuato riprese con il telefonino in luoghi di privata dimora riconducibili ai vicini, circostanza che aveva portato all’apertura del procedimento penale.
La sentenza è arrivata al termine di una articolata istruttoria dibattimentale culminata con l’escussione di un teste a discarico, un carabiniere della stazione di Rogliano, e con l’esame dell’imputata.
Il Tribunale ha evidentemente accolto la linea difensiva sostenuta dall’avvocato Pierluigi Pugliese, fondata sull’insussistenza del fatto contestato e, in ogni caso, sulla piena legittimità della condotta della donna.
La vicenda ruotava attorno all’applicazione delle norme sulla tutela della riservatezza e delle riprese effettuate in contesti riconducibili alla privata dimora, tema sempre più attuale anche alla luce della diffusione di smartphone e dispositivi di registrazione.
La decisione del Tribunale rappresenta una pronuncia destinata ad alimentare il dibattito giuridico sui limiti tra diritto alla privacy, utilizzo dei dispositivi elettronici e tutela delle libertà individuali.