Rende, processo con rito abbreviato per l’inseguimento e l’aggressione ai carabinieri
Giovanni Antonio Bassi ed Elio Stancati scelgono il rito alternativo, subordinato all’acquisizione di un video social che la difesa ritiene decisivo per ricostruire i fatti
Si celebrerà con rito abbreviato – condizionato all’acquisizione di un video pubblicato sui social – il processo a carico di Giovanni Antonio Bassi ed Elio Stancati, accusati di aver aggredito alcuni carabinieri in servizio durante un inseguimento tra Arcavacata, Quattromiglia e l’area della movida di Rende. Le difese, rappresentate dagli avvocati Antonio Ingrosso e Cristian Cristiano, hanno chiesto il rito alternativo proprio “subordinandolo” all’ingresso nel fascicolo del filmato che, secondo la linea difensiva, consentirebbe di chiarire la dinamica dei fatti.
L’inseguimento tra Arcavacata e Quattromiglia
La vicenda nasce dalla serata in cui i due giovani cosentini – con precedenti specifici, secondo quanto emerso nella fase iniziale – non si sarebbero fermati all’alt dei militari dell’Arma nella zona di Arcavacata. Da lì sarebbe partito un inseguimento, proseguito lungo una strada sterrata e concluso nei pressi del centro di Quattromiglia, dove l’auto sarebbe stata bloccata con l’intervento di due pattuglie.
Secondo la ricostruzione contestata, nel corso della fuga il veicolo avrebbe urtato alcune auto in sosta e avrebbe anche danneggiato una “gazzella”. I controlli effettuati successivamente avrebbero comunque dato esito negativo.
Le accuse e la prima decisione del giudice
Per Bassi e Stancati, nella fase della direttissima, erano state formulate contestazioni per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento. Il pubblico ministero Domenico Frascino aveva chiesto l’applicazione degli arresti domiciliari, ma il giudice monocratico Francesca De Vuono, dopo la convalida, aveva disposto per entrambi una misura meno afflittiva: obbligo di firma.