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23/06/2026 ore 09.56
Cronaca

San Giovanni in Fiore, donna colpita con nove fendenti su vari punti del corpo: Iaquinta in Corte d’Assise

La Procura di Cosenza chiede e ottiene il giudizio immediato per il giovane imputato. Contestato il tentato omicidio aggravato

di Emilia Canonaco

Il gip del Tribunale di Cosenza, Claudia Pingitore, ha disposto il giudizio immediato nei confronti di Andrea Iaquinta, 22 anni, di San Giovanni in Fiore, attualmente sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere.

Il processo si aprirà davanti alla Corte d’Assise di Cosenza il 18 settembre 2026, alle ore 9.30. Iaquinta è difeso dagli avvocati Salvatore Perri e Ferdinando Spina. La richiesta di giudizio immediato era stata depositata dalla Procura il 17 giugno 2026. Il gip ha ritenuto sussistente l’evidenza della prova sulla base degli atti di indagine, tra cui la comunicazione di notizia di reato, i verbali di sommarie informazioni, la consulenza medico-legale e la documentazione sanitaria. L’imputato deve rispondere dell’accusa di tentato omicidio aggravato.

Secondo la contestazione, il fatto sarebbe maturato dopo la volontà manifestata dalla giovane donna di interrompere la relazione sentimentale con lui. L’uomo, secondo l’accusa, l’avrebbe convinta a incontrarlo con il pretesto di mostrarle alcuni documenti giudiziari. Nel corso dell’incontro, avrebbe pronunciato nei suoi confronti frasi minacciose e l’avrebbe poi colpita con nove fendenti al viso, al collo, al torace, a un avambraccio e a una mano, usando un coltello in metallo con scatto a molla, lungo complessivamente 16 centimetri, di cui 6,5 di lama.

Le lesioni riportate dalla persona offesa sono state qualificate come gravissime. Dagli atti emergono ferite da taglio e da punta in più parti del corpo, esiti cicatriziali, sfregio permanente del viso e una frattura dentaria con conseguente pulpite irreversibile. Secondo la Procura di Cosenza, l’aggressione sarebbe stata compiuta come atto di possesso e dominio nei confronti della donna o comunque in relazione al rifiuto della stessa di proseguire il rapporto affettivo.

L’evento morte non si è verificato, secondo l’accusa, per cause indipendenti dalla volontà dell’imputato, legate alla reazione della vittima e all’intervento di alcune persone che lo avrebbero messo in fuga. Contestata anche l’aggravante di avere commesso il fatto nei confronti di una persona legata all’imputato da una relazione affettiva cessata. Iaquinta deve inoltre rispondere del porto fuori dall’abitazione del coltello a scatto utilizzato nell’aggressione. Il fatto è avvenuto a San Giovanni in Fiore il 1° gennaio 2026. La persona offesa è assistita dall’avvocato Luca Acciardi.