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08/07/2026 ore 12.18
Cronaca

Scalea, la procura di Paola apre un’indagine e dispone l’autopsia sulla salma del giovane Dimitri

La magistratura vuole ricostruire ogni fase della tragedia ed escludere eventuali responsabilità. Tuttavia, si tratterebbe di un mero atto dovuto: dai primi riscontri, quel giorno sulla spiaggia erano regolarmente esposte le bandiere rosse per indicare una situazione di pericolo a causa del mare agitato

di Francesca Lagatta

La procura di Paola, guidata dal procuratore Domenico Fiordalisi, ha aperto un fascicolo d’indagine sulla morte di Dimitri Franck Tanefo Fokou, il giovane camerunense trovato senza vita nelle acque di Scalea sabato scorso e che tra pochi giorni avrebbe compiuto 22 anni.

Ipotesi malore

La tragedia, secondo una prima ricostruzione, potrebbe essere stata provocata da un malore che avrebbe colpito il ragazzo appena entrato in acqua, ma la magistratura è al lavoro per escludere ogni eventuale responsabilità e ricostruire ogni minuto di quelle fasi concitate.

Il giovane, studente camerunense da due anni in Italia, era ospite di un noto albergo del posto e aveva deciso di fare il bagno prima di pranzo, ma poi se ne erano perse le tracce, circostanza che in un primo momento aveva alimentato la teoria della scomparsa.

L’indagine

Dopo l’apertura del fascicolo, il magistrato titolare del fascicolo ha disposto l’autopsia sul corpo del ragazzo. Da quanto trapelato, sarebbe al vaglio anche la posizione di tre persone. Tuttavia, si tratterebbe di un mero atto dovuto, un passaggio necessario per consentire alla magistratura di svolgere tutti gli accertamenti del caso e verificare se, nella gestione di quei drammatici momenti, siano state rispettate le procedure previste.

La sparizione in pochi secondi

Dimitri si sarebbe tuffato in acqua intorno a mezzogiorno senza più riemergere e senza riuscire a chiedere aiuto. L’ipotesi è che possa essere stato colto da un malore improvviso e che sia morto nel giro di pochi istanti, senza destare alcun allarme.

Quel giorno il mare era agitato e, secondo le testimonianze raccolte, nello specchio d’acqua in cui il giovane si era tuffato sarebbero state ben visibili le bandiere rosse, esposte per segnalare le condizioni di pericolo e sconsigliare la balneazione.

L’esito tragico delle ricerche

Dopo ore di ricerche, alle quali hanno preso parte le forze dell’ordine e le squadre di soccorso, il corpo senza vita del giovane è stato individuato e recuperato dai sommozzatori dei Vigili del fuoco in serata, a circa venti metri dalla riva.