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05/08/2026 ore 08.37
Cronaca

Due arrestati per droga sulla Statale 106 tornano liberi per ordine della Procura di Castrovillari

Giuseppe Cipolla ed Egidio Cino scarcerati dopo il controllo della Guardia di Finanza. Mancavano i presupposti della flagranza di reato

di Antonio Alizzi
La sede del tribunale di Castrovillari

Una svolta inattesa si registra nell'inchiesta condotta lungo la fascia ionica cosentina e legata a un presunto traffico di sostanze stupefacenti intercettato dalle forze dell'ordine. La magistratura inquirente ha infatti disposto la revoca delle misure restrittive per i due soggetti coinvolti, evidenziando la mancanza dei requisiti giuridici essenziali per la convalida dell'operazione compiuta nei giorni scorsi.

La decisione della Procura di Castrovillari e la scarcerazione

Il quadro giudiziario legato all'operazione condotta dai finanzieri ha subito un brusco mutamento in seguito al provvedimento emesso dalla Procura di Castrovillari. Nella giornata del 3 agosto 2026, il magistrato titolare del fascicolo ha ordinato l'immediata liberazione di Giuseppe Cipolla ed Egidio Cino, applicando rigorosamente quanto previsto dall'articolo 389 del codice di procedura penale.

Dalla valutazione tecnica degli atti trasmessi è emerso che, allo stato attuale degli elementi raccolti, non risultavano integrati i presupposti della flagranza o della quasi flagranza di reato, condizioni imprescindibili previste dalla normativa per procedere all'arresto in via d'urgenza. Di conseguenza, è stata disposta la scarcerazione immediata dei due indagati, a meno che gli stessi non si trovassero ristretti per altre ragioni.

L'inseguimento sulla Statale 106 e il sequestro dello stupefacente

I fatti originari risalivano alle prime ore del 2 agosto, quando le pattuglie della Guardia di Finanza della Tenenza di Montegiordano erano entrate in azione lungo la strada statale 106, nel territorio comunale di Roseto Capo Spulico. Secondo la ricostruzione iniziale degli inquirenti, i due uomini viaggiavano a bordo di un'autovettura presa a noleggio trasportando un ingente quantitativo di droga, stimato in circa 550 grammi di marijuana e oltre 2,36 chilogrammi di hashish, suddivisi e ritenuti destinati allo spaccio al dettaglio.

Nel momento in cui il veicolo era giunto in prossimità di un posto di blocco predisfatto dai militari, il conducente avrebbe inizialmente accostato simulando l'intenzione di fermarsi, per poi premere improvvisamente l'acceleratore e darsi alla fuga. Durante le fasi concitate dell'allontanamento, secondo l'ipotesi accusatoria provvisoria, i sospettati si sarebbero sbarazzati della borsa contenente lo stupefacente, occultandola rapidamente sotto un albero all'interno della fitta vegetazione della macchia mediterranea circostante prima di essere intercettati e bloccati.

Le accuse contestate e il quadro difensivo

Agli indagati vengono formalmente contestati, in regime di concorso, i reati di detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti finalizzati alla successiva commercializzazione, oltre all'ipotesi di resistenza a pubblico ufficiale per la fuga inscenata al momento del controllo stradale.

Giuseppe Cipolla è assistito dall'avvocata Rosita Cersosimo, mentre Egidio Cino è rappresentato dall'avvocato Gianpiero Calabrese.