Scarichi all'Arcomagno, nuove polemiche: «Ai turisti non si può chiedere di limitare l'uso dei bagni»
Dopo la denuncia di Italia Nostra sulle fuoriuscite di liquami a San Nicola Arcella, emergono nuovi particolari su un incontro in Comune. La testimonianza di un'operatrice turistica riaccende il dibattito
Non si placano le polemiche sulla vicenda delle fuoriuscite di liquami denunciate nei giorni scorsi da Italia Nostra – Sezione Alto Tirreno Cosentino lungo la strada Tufo-Arcomagno, nel territorio di San Nicola Arcella. Dopo le segnalazioni dell'associazione ambientalista, arrivano ora nuove dichiarazioni che alimentano il confronto sulla gestione del sistema fognario e dell'accoglienza turistica.
Attraverso un post pubblicato sui social, Italia Nostra riporta la testimonianza di un'operatrice turistica che lavora nella zona dell'Arcomagno dal 1989 e che racconta di aver appreso alcuni particolari emersi durante una riunione svoltasi nei giorni scorsi in Comune.
Secondo quanto riferito dall'imprenditrice, gli operatori turistici avrebbero contribuito negli anni, anche con risorse proprie, alla realizzazione delle prime infrastrutture per la raccolta degli scarichi, successivamente confluite nella rete fognaria comunale.
La parte più controversa del racconto riguarda però quanto sarebbe emerso nel corso dell'incontro. L'operatrice sostiene infatti che sarebbe stata prospettata la possibilità di limitare l'utilizzo degli scarichi o addirittura di interrompere il conferimento ai depuratori una volta raggiunta una determinata soglia.
«Non si può chiedere ai turisti di limitare l'uso dei bagni o di non lavarsi le mani – afferma –. Chi sceglie questa località porta economia al territorio e deve poter usufruire normalmente dei servizi. Non è un comportamento corretto né tollerabile».
La stessa imprenditrice precisa di non voler alimentare polemiche politiche, ma di intervenire esclusivamente «per una questione di dignità lavorativa e di buon senso gestionale», ritenendo indispensabile affrontare il problema per salvaguardare l'immagine turistica dell'Arcomagno.
La vicenda si inserisce nel dibattito aperto dopo le recenti denunce di Italia Nostra sulle criticità ambientali registrate nell'area. Al momento non risultano repliche ufficiali da parte dell'Amministrazione comunale in merito alle dichiarazioni riportate dall'associazione ambientalista.