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16/06/2026 ore 09.50
Cronaca

Scavi abusivi nel fiume Neto, due arresti e quattro denunciati: sequestrati escavatore, pala meccanica e autocarro

L'operazione dei Carabinieri Forestali e del Reparto Parco Sila nel territorio di Belvedere Spinello. Contestato il prelievo illecito di materiale dall'alveo del fiume in un'area a elevato rischio idraulico

di Redazione

Due persone sono state arrestate e altre quattro denunciate alla Procura della Repubblica di Crotone nell'ambito di un'operazione condotta dall'Arma Forestale contro il prelievo abusivo di materiale litoide dall'alveo del fiume Neto, nel territorio di Belvedere Spinello.

L'attività di controllo è stata eseguita congiuntamente dai militari del Nucleo Carabinieri Parco di Cotronei e Mezzocampo, dipendenti dal Reparto Carabinieri Parco Sila, insieme ai Nuclei Carabinieri Forestali di Santa Severina e Petilia Policastro, coordinati dal Gruppo Carabinieri Forestale di Crotone.

I militari sono intervenuti in località Ardavuri, dove hanno sorpreso due operai di una ditta mentre, con l'ausilio di mezzi meccanici, stavano prelevando materiale dall'interno dell'alveo del fiume. Secondo quanto accertato dagli investigatori, l'attività sarebbe stata svolta in assenza delle necessarie autorizzazioni.

L'area interessata dall'intervento ricade inoltre in una zona classificata a elevato rischio idraulico secondo il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) e all'interno di una Zona di Protezione Speciale (ZPS), sottoposta a particolari vincoli ambientali.

I Carabinieri hanno immediatamente interrotto l'attività e posto sotto sequestro l'area interessata dagli scavi, oltre ai mezzi utilizzati: un escavatore, una pala meccanica e un autocarro impiegato per il trasporto del materiale.

Durante le verifiche è stato recuperato il materiale litoide appena estratto dall'alveo del fiume e quello già trasportato presso l'azienda per la quale lavoravano i due operai, rinvenuto nel corso delle successive attività di controllo.

Per i due lavoratori, colti in flagranza di reato, è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari. Contestualmente sono stati deferiti all'autorità giudiziaria il legale rappresentante della società coinvolta, i committenti dell'intervento e il tecnico progettista, ritenuti a vario titolo responsabili delle attività illecite accertate dagli investigatori.

L'inchiesta prosegue ora sotto il coordinamento della Procura di Crotone per accertare eventuali ulteriori responsabilità e verificare l'entità del danno arrecato all'ecosistema fluviale e all'area sottoposta a tutela ambientale.