Non favorì la latitanza di Luca Occhiuzzi, la Cassazione annulla i domiciliari per Giulia Marino
La Suprema Corte esclude gravità indiziaria ed esigenze cautelari per la compagna del presunto esponente del gruppo cetrarese
La Cassazione, sesta sezione penale, ha annullato senza rinvio l’ordinanza con cui il Tribunale del Riesame di Catanzaro aveva confermato la misura cautelare nei confronti di Giulia Marino, compagna di Luca Occhiuzzi, coinvolto nell’inchiesta antimafia coordinata dalla Dda di Catanzaro contro il gruppo degli Scornaienchi, ritenuto contiguo alla cosca Muto di Cetraro.
Marino, indagata per favoreggiamento, era sottoposta alla misura degli arresti domiciliari. Con la decisione della Suprema Corte viene meno il quadro cautelare finora confermato in sede di riesame.
La decisione della Cassazione sulla posizione di Giulia Marino
Gli ermellini hanno annullato senza rinvio l’ordinanza del Tdl, escludendo la gravità indiziaria e, di conseguenza, anche la sussistenza delle esigenze cautelari.
Si tratta di un passaggio rilevante nella posizione processuale dell’indagata, perché la Cassazione ha ritenuto non fondato il presupposto necessario per mantenere la misura restrittiva relativamente alla contestazione di aver favorito la latitanza di Luca Occhiuzzi. Giulia Marino è difesa dall’avvocato Giorgia Greco.