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05/05/2026 ore 08.57
Cronaca

Sequestro da oltre 30 milioni su resort in provincia di Cosenza e sei denunce | VIDEO

Indagine della Guardia di Finanza su fondi pubblici e presunte irregolarità nella gestione di un complesso turistico

di Redazione

Un sequestro conservativo da oltre 30 milioni di euro ha colpito un noto resort in provincia di Cosenza. L’operazione è stata eseguita dai Finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza, su delega della Procura Regionale della Corte dei Conti per la Calabria.

Il provvedimento riguarda sette immobili e altrettante porzioni di terreno riconducibili a una società attiva nella gestione del complesso turistico, ritenuta responsabile di un ingente danno erariale ai danni dello Stato.

Indagine su fondi pubblici e aumento di capitale fittizio

Secondo quanto emerso dalle indagini, condotte dai militari del Gruppo Sibari, la società avrebbe messo in atto operazioni societarie e artifici contabili per simulare un aumento di capitale sociale. Tale manovra avrebbe consentito l’accesso a finanziamenti pubblici destinati allo sviluppo, erogati tramite Invitalia. Le risorse ottenute sarebbero state utilizzate, tra l’altro, per la realizzazione del resort, una struttura turistica multifunzionale dotata di centro benessere e sala congressi.

Sono sei le persone indiziate di aver contribuito al danno erariale, insieme alla società coinvolta. A tutti sono stati notificati gli inviti a dedurre, atti formali che consentono la presentazione di memorie difensive e documentazione a propria discolpa. Gli approfondimenti investigativi, basati su analisi economico-patrimoniali e sull’esame di atti e documenti acquisiti anche da enti pubblici, hanno permesso di quantificare il danno in oltre 30 milioni di euro, derivante dalla indebita percezione di fondi pubblici.

Il ruolo della Guardia di Finanza

Il decreto di sequestro è stato emesso dalla Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Calabria, su richiesta della Procura contabile. Le prossime fasi del procedimento serviranno a chiarire le responsabilità individuali e le conseguenze giuridiche. L’operazione conferma il ruolo centrale della Guardia di Finanza nel contrasto agli illeciti legati alla spesa pubblica, in particolare contro l’uso distorto di risorse destinate allo sviluppo economico.