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17/06/2026 ore 10.34
Cronaca

Sfonda la porta dell'ex e viene trovato con pistola clandestina e tre pugnali: arrestato un 33enne nel Cosentino

Provvidenziale l'intervento dei carabinieri dopo la chiamata d'emergenza della donna. L'uomo è stato portato nel carcere di Castrovillari

di Redazione

Momenti di forte tensione nel primo pomeriggio di ieri tra Mandatoriccio e Cariati, dove i carabinieri hanno arrestato un uomo di 33 anni, incensurato, gravemente indiziato dei reati di porto in luogo pubblico di arma clandestina e porto abusivo di armi proprie.

L'episodio è scaturito dalla richiesta di aiuto di una donna che, terrorizzata, ha contattato la centrale operativa del Reparto Territoriale di Corigliano Rossano mentre l'ex convivente tentava di introdursi con la forza nella sua abitazione.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna avrebbe riferito all'operatore che il 33enne, incapace di accettare la fine della relazione, stava sfondando una portafinestra per entrare nell'appartamento dove lei si trovava da sola. Compresa la gravità della situazione, la centrale operativa ha immediatamente inviato sul posto le pattuglie delle Stazioni Carabinieri di Mandatoriccio e Cariati.

All'arrivo dei militari, l'uomo si trovava già all'interno dell'abitazione. Gli accertamenti effettuati hanno evidenziato i segni dell'effrazione sulla porta utilizzata per introdursi nell'immobile. La donna è stata immediatamente messa in sicurezza, mentre il 33enne è stato sottoposto a perquisizione personale e veicolare.

Proprio durante i controlli i carabinieri hanno rinvenuto una pistola con matricola abrasa e tre pugnali custoditi nell'autovettura utilizzata dall'uomo per raggiungere l'abitazione dell'ex compagna. Le armi sono state sequestrate.

Alla luce degli elementi raccolti, i militari hanno proceduto all'arresto in flagranza. Su disposizione dell'autorità giudiziaria, il 33enne è stato trasferito nel carcere di Castrovillari, dove resta a disposizione della Procura della Repubblica diretta da Alessandro D'Alessio.

Secondo gli investigatori, l'intervento tempestivo delle pattuglie avrebbe evitato conseguenze ben più gravi, considerando la situazione di forte esposizione al rischio in cui si trovava la donna e la presenza delle armi nella disponibilità dell'uomo.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l'indagato è da ritenersi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.