Sibaritide sott’acqua: esondano fiumi e fiumare, evacuazioni e danni diffusi – VIDEO
Due giorni di piogge intense mettono in ginocchio il territorio: allagamenti, strade interrotte e famiglie costrette a lasciare le case
La Sibaritide torna a fare i conti con un’emergenza che ormai non può più essere definita straordinaria. Tra ieri e oggi, un’ondata di maltempo intensa e persistente ha messo in ginocchio l’intero comprensorio ionico cosentino, tra Corigliano Rossano, Crosia e l’area di Sibari, riportando al centro il tema irrisolto del dissesto idrogeologico.
Le precipitazioni, iniziate già nelle ore precedenti, hanno raggiunto valori molto elevati, con picchi superiori ai 150 millimetri tra Corigliano e Rossano, saturando rapidamente il terreno e mettendo sotto pressione l’intero sistema idraulico.
Il punto di rottura è arrivato con l’esondazione del fiume Trionto, che ha superato gli argini tra Corigliano Rossano e Crosia, riversando acqua e fango nella piana costiera. La situazione più critica si è registrata a Mirto, dove intere strade sono finite sott’acqua e l’acqua ha iniziato a invadere abitazioni e attività.
Non si tratta di episodi isolati. Anche le fiumare minori, come la Fiumarella, sono andate fuori controllo, contribuendo a un quadro di allagamenti diffusi. In alcune aree si sono verificate frane e smottamenti, mentre decine di famiglie sono state evacuate in via precauzionale.
I Vigili del Fuoco hanno effettuato oltre cento interventi tra soccorsi, salvataggi e messa in sicurezza. Le criticità si sono estese anche alla viabilità: strade sommerse, collegamenti interrotti e traffico paralizzato in diversi punti della fascia jonica.
Il problema, ancora una volta, non riguarda solo la quantità di pioggia, ma la fragilità strutturale del territorio. I canali di scolo e la rete secondaria si sono dimostrati insufficienti a reggere l’impatto delle precipitazioni, mentre vaste aree agricole risultano allagate e danneggiate.
La Sibaritide vive così l’ennesima emergenza nel giro di poche settimane. Già nei giorni scorsi il territorio era stato colpito da eventi simili, con campagne devastate, strade interrotte e comunità isolate.
Il punto, ormai evidente, è sistemico: ogni nuova perturbazione trasforma una criticità nota in emergenza. Senza interventi strutturali su fiumi, argini, canali e pianificazione urbana, il territorio resta esposto a un ciclo che si ripete con crescente frequenza.
Nel frattempo, l’allerta resta alta. Le condizioni meteo instabili e il terreno già saturo rendono concreta la possibilità di nuovi disagi nelle prossime ore. In una Sibaritide sempre più vulnerabile, l’emergenza non è più l’eccezione, ma la regola.