L’orrore di Amendolara, domani l'autopsia sui resti dei quattro giovani uccisi
L'esame sarà eseguito all'obitorio di Rossano. Le vittime avevano tra i 19 e i 29 anni. Due connazionali sono accusati del massacro.
La Procura di Castrovillari ha fissato per domani l'autopsia sui resti dei quattro giovani trovati carbonizzati all'interno di un minivan incendiato in una stazione di servizio lungo la strada statale 106, nel territorio di Amendolara. L'esame sarà eseguito presso l'obitorio di Rossano e rappresenta un passaggio fondamentale per chiarire le cause della morte e raccogliere ulteriori elementi utili alle indagini. Le vittime sono tutti cittadini pakistani. Il più giovane era Ullah Ismat Qiemi, appena 19 anni. Con lui hanno perso la vita altri tre connazionali, tra cui Waseem Khan, il più grande del gruppo, che aveva 29 anni. Tra le persone uccise figurano anche Safeer Ahmed e Ali Raza.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i quattro sarebbero stati rinchiusi all'interno del veicolo e poi cosparsi di benzina. Un'esecuzione brutale che ha lasciato dietro di sé una scena di devastazione e che ha sconvolto l'intera comunità.
Per il delitto si trovano attualmente in carcere due cittadini pakistani, anch'essi identificati come Safeer Ahmed e Ali Raza. Nei loro confronti la Procura contesta il reato di omicidio plurimo pluriaggravato. Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire con precisione il movente e i rapporti che legavano gli arrestati alle vittime.
L'autopsia dovrà accertare se i quattro giovani fossero già morti prima dell'incendio oppure se siano deceduti a causa delle fiamme e dell'inalazione dei fumi. Gli specialisti analizzeranno inoltre i resti per individuare eventuali segni di violenza precedenti al rogo. L'esito degli accertamenti medico-legali potrebbe fornire risposte decisive su una vicenda che continua a suscitare sgomento e interrogativi.