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02/06/2026 ore 21.24
Cronaca

Strage di Amendolara, Gallo: «La Regione si costituirà parte civile»

L’assessore regionale all’Agricoltura interviene dopo la morte dei quattro braccianti e richiama la lotta al caporalato

di Redazione

La strage di Amendolara chiama in causa anche la responsabilità delle istituzioni. Mentre il quadro investigativo va progressivamente chiarendosi, l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, residente a Cassano all’Ionio, comune vicino al luogo della tragedia, annuncia la volontà della Regione Calabria di costituirsi parte civile nel processo che nascerà dai fatti in cui hanno perso la vita quattro braccianti agricoli.

Una presa di posizione che arriva davanti a una vicenda definita di estrema gravità e che, secondo Gallo, impone una riflessione profonda non solo sull’accaduto, ma anche sui contesti di sfruttamento lavorativo nei quali continuano a muoversi fragilità, marginalità e circuiti criminali.

Gallo interviene sulla strage di Amendolara

«Man mano che il quadro investigativo va chiarendosi, emerge con sempre maggiore drammaticità la portata della strage avvenuta ad Amendolara, nella quale hanno perso la vita quattro braccianti agricoli», afferma Gianluca Gallo.

L’assessore regionale richiama la necessità di attendere il pieno sviluppo delle attività giudiziarie, ma sottolinea al tempo stesso la portata sociale e politica della vicenda. Il punto, nella sua lettura, non riguarda soltanto la ricostruzione dei fatti, ma anche il contesto nel quale la tragedia è maturata.

«Di fronte a fatti di questa gravità, pur nell’attesa che le attività giudiziarie in corso trovino il loro pieno epilogo, si impone una riflessione profonda su ciò che è accaduto e su ciò che ancora accade nei contesti di sfruttamento lavorativo», aggiunge.

La Regione pronta a costituirsi parte civile

Il passaggio più netto riguarda la posizione della Regione Calabria nel futuro procedimento giudiziario. Gallo annuncia che, d’intesa con il presidente della Giunta regionale, l’ente si costituirà parte civile contro gli autori dei fatti.

«Fin da subito posso annunciare che, di concerto anche con il Presidente della Giunta regionale, nel processo che scaturirà da questi fatti, la Regione si costituirà parte civile contro gli autori degli stessi, a tutela della garanzia della legalità e per un segnale forte, sul campo anche della prevenzione, oltre che a testimonianza di una netta scelta di campo», dichiara l’assessore.

«Forme di schiavitù moderna senza tolleranza»

Nel suo intervento, Gallo collega la tragedia di Amendolara alla più ampia battaglia contro il caporalato e lo sfruttamento nel lavoro agricolo. L’assessore ricorda l’impegno della Regione, portato avanti anche in raccordo con le organizzazioni sindacali, e annuncia la volontà di rafforzare azioni di prevenzione e controllo.

«La Regione, da sempre impegnata nel contrasto al caporalato, in stretto raccordo con le organizzazioni sindacali, continuerà a rafforzare ogni azione di prevenzione e controllo», afferma.

Poi il giudizio più duro: «Siamo di fronte a forme di schiavitù moderna che non possono trovare alcuna tolleranza. Contro i nuovi schiavisti dell’era contemporanea deve esserci una risposta netta, costante e determinata».