Strage di Amendolara, Perciaccante: «Atto di barbarie che ferisce il territorio»
Il presidente degli industriali di Cosenza commenta l’assassinio dei quattro braccianti lungo la statale 106: «Evento aberrante che calpesta i valori fondamentali su cui si fonda la vita della nostra comunità»
«Davanti all'efferata strage consumatasi ad Amendolara, in cui sono stati uccisi quattro cittadini pakistani, l’unica reazione possibile è il più profondo sgomento. Facciamo nostre le parole cariche di dolore espresse dal Vescovo della Diocesi di Cassano all'Ionio e Vicepresidente della CEI, monsignor Francesco Savino: di fronte a un simile orrore è morta la ragione, è morta l'umanità.
A nome mio e di tutta Confindustria Cosenza, esprimo il cordoglio più sentito e la massima vicinanza alla comunità pakistana locale, così duramente colpita, e all’intera cittadinanza di Amendolara, da sempre accogliente e laboriosa e che oggi si ritrova a vivere un incubo».
Lo dichiara il presidente degli industriali cosentini, Giovan Battista Perciaccante, che interviene sui drammatici sviluppi del gravissimo fatto di cronaca nera avvenuto lungo la Statale 106 Jonica. «Ci troviamo di fronte a un atto di vera e propria barbarie – continua Perciaccante – un evento aberrante che calpesta i valori fondamentali su cui si fonda la vita della nostra comunità, a partire dai principi della pacifica convivenza civile e della legalità. Respingiamo con assoluta fermezza ogni forma di violenza e di sopraffazione».
Il Presidente di Confindustria Cosenza esprime il proprio riconoscimento per la risposta dello Stato: «Rivolgiamo un sincero plauso alla magistratura e alle forze dell'ordine per l'efficace lavoro svolto e per la celerità dell'azione investigativa che ha impresso una svolta immediata alle indagini. Ciascuno di noi, nel ripudiare questa violenza efferata, ha il dovere di presidiare e difendere, al fianco delle istituzioni, i valori imprescindibili del rispetto della vita, della libertà e della legalità».