Tentato omicidio Morfò a Rossano, Scorza condannato: cinque anni e otto mesi di carcere
Il gup del tribunale di Castrovillari Annamaria Grimaldi esclude premeditazione e futili motivi. La Procura aveva chiesto sei anni e otto mesi, dopo la riduzione per il rito abbreviato
Cinque anni e otto mesi di reclusione per Giovanni Scorza, imputato per il tentato omicidio di Salvatore Morfò, ferito a colpi di pistola nei pressi di un locale pubblico a Rossano. La sentenza è stata pronunciata dal gup Annamaria Grimaldi, al termine del processo celebrato con rito abbreviato.
La giudice ha escluso le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi. La Procura di Castrovillari aveva chiesto una pena base di dieci anni, ridotta a sei anni e otto mesi per la scelta del rito. Scorza è difeso dall’avvocato Pasquale Naccarato, del Foro di Cosenza.
Morfò è indicato dalla Dda di Catanzaro come un presunto esponente delle cosche locali di Rossano. Il procedimento per il suo ferimento è stato tuttavia trattato dalla Procura ordinaria di Castrovillari.
La perizia psichiatrica nel giudizio abbreviato
Nel corso del processo, il perito nominato dal giudice aveva riconosciuto per Scorza una condizione di seminfermità mentale al momento del fatto.
L’accertamento era stato affidato allo psichiatra Domenico Buccomino, chiamato a esaminare le condizioni psichiche dell’imputato e la sua capacità di intendere e di volere all’epoca dell’episodio.
La difesa aveva chiesto il rito abbreviato condizionato allo svolgimento della perizia. Dopo l’acquisizione delle conclusioni del medico, il procedimento era stato rinviato al 4 novembre per la discussione, alla quale è seguita la decisione.
Il ferimento davanti al locale in via Pietro Romano
L’episodio si era verificato in via Pietro Romano, nell’area urbana di Rossano, nei pressi di un locale pubblico.
Secondo la ricostruzione accusatoria, Morfò sarebbe stato invitato a uscire per un chiarimento. Durante il confronto, Scorza avrebbe estratto una pistola ed esploso due colpi a distanza ravvicinata, ferendo gravemente l’uomo, all’epoca sessantanovenne.
Morfò era stato soccorso e trasportato all’ospedale di Rossano, dove era stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza.
Oltre al tentato omicidio, a Scorza erano state contestate, a vario titolo, la detenzione e il porto in luogo pubblico di un’arma clandestina e la ricettazione.
Le indagini e il ritrovamento di Scorza
Gli accertamenti erano stati condotti dai carabinieri del Reparto territoriale di Corigliano-Rossano.
Scorza, quarantunenne di Corigliano-Rossano, era stato rintracciato in un’abitazione del centro di Rossano, dove si era barricato per oltre tre ore prima dell’intervento delle forze dell’ordine.
Il procedimento era arrivato alla fase del giudizio dopo la richiesta di giudizio immediato formulata dalla sostituta procuratrice Flavia Stefanelli e accolta dal gip Orvieto Matonti. La difesa aveva poi scelto il rito abbreviato condizionato all’accertamento psichiatrico.
La versione dell’imputato e le aggravanti escluse
Durante l’interrogatorio, Scorza avrebbe ricondotto l’incontro alla volontà di chiarire alcuni contrasti avuti nei giorni precedenti con il genero di Morfò.
L’imputato avrebbe negato di avere problemi diretti con la vittima e di aver pianificato l’episodio.
La sentenza ha escluso premeditazione e futili motivi, pronunciando la condanna a cinque anni e otto mesi. Le motivazioni consentiranno di ricostruire le valutazioni della giudice sui singoli elementi acquisiti e sul trattamento sanzionatorio.