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04/03/2026 ore 09.42
Cronaca

Terra dei Fuochi, confisca di beni in provincia di Cosenza: operazione della Guardia di Finanza | VIDEO

Al centro dell’inchiesta i fratelli Pellini, imprenditori nel settore dello smaltimento di rifiuti industriali, già condannati per disastro ambientale

di Emilia Canonaco
Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Benevento, nell’ambito dei controlli di polizia ambientale, hanno sequestrato una superficie adibita abusivamente a discarica di rifiuti. In particolare, i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, hanno individuato un’area di circa 20.000 mq, costituita da un fabbricato industriale di cemento non ultimato circondato da terreno incolto, sito nella zona industriale di Puglianello, all’interno del quale sono stati ammassati diversi rifiuti, nello specifico: computer, televisori, pneumatici, frigoriferi, mobili dismessi, pannelli di poliuretano espanso, residui di combustione, tubi di plastica, pannelli di amianto e materiale elettrico.

C'è anche Cosenza tra le città coinvolte in una operazione del Gico della Guardia di Finanza che ha portato alla confisca - su disposizione del Tribunale di Napoli - da 205 milioni di euro per i fratelli Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini, imprenditori nel settore del recupero, smaltimento e riciclaggio di rifiuti urbani e industriali. Proprio in provincia di Cosenza, infatti, si trova una delle otto aziende alle quali le fiamme gialle hanno apposto i sigilli. Stesso provvedimento per 75 terreni; 70 rapporti finanziari, 72 auto, 3 barche e 2 elicotteri. Secondo le indagini parte delle loro ricchezze sono frutto del traffico illecito di rifiuti nella cosiddetta 'Terra dei Fuochi'.

Il provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli per complessivi 204.914.706 euro rappresenta l'epilogo di un lungo giudiziario risalente al 2017 nel corso del quale era intervenuta nel 2024 una sentenza della Cassazione che aveva ordinato la restituzione dei beni ai Pellini per un vizio formale. Le indagini della Dda di Napoli hanno però confermato la pericolosità "qualificata" dei Pellini derivante dal traffico illecito di rifiuti perpetrato nella "Terra dei Fuochi" dai quali è conseguita la loro condanna definitiva per disastro ambientale, evidenziando una marcata sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati e, di conseguenza, la confisca dei beni.

Dopo una prima confisca nel 2019, confermata in appello nel 2023, nell'aprile 2024 la Corte di Cassazione aveva annullato il provvedimento per vizi di carattere formale, disponendo la restituzione dei beni. La Procura di Napoli ritenendo tuttora sussistenti i presupposti della misura e permanenti gli elementi di pericolosità qualificata e di sproporzione patrimoniale, ha quindi disposto una nuova e approfondita ricognizione patrimoniale, estesa anche ai nuclei familiari.

Nel maggio 2024 la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli ha nuovamente sequestrato i beni e, con decreto depositato il 19 febbraio 2026, all'esito dell'istruttoria camerale, ha disposto la confisca, ribadendo la perdurante pericolosità qualificata dei proposti, la strutturale e significativa sproporzione tra il patrimonio accumulato nel tempo e i redditi leciti dichiarati e l'inidoneità delle giustificazioni difensive atte a dimostrare, in modo plausibile e documentalmente riscontrabile, la provenienza delle risorse impiegate.