Terremoto a Cosenza, nel 2026 segnalate dall’INGV ben 35 scosse in tutta la provincia
Dallo sciame di marzo nella Sila jonica fino alla scossa di ieri a Celico, il territorio bruzio conferma la sua vocazione sismica. Il record resta quello della notte fra 1 e 2 giugno, fra i più forti mai segnalati dall’Istituto
La provincia di Cosenza continua a tremare. La scossa di ieri pomeriggio a Celico, avvertita in gran parte del territorio, è soltanto l’ultima di una lunga serie che ha coinvolto, dallo Jonio al Tirreno, la terra cosentina. Pur tuttavia, è doveroso segnalare come l’evento sismico di ieri sia stato fra i più forti registrati nonostante la magnitudo, 3.5, sia considerata nella scala Richter praticamente il confine di pericolosità. Soltanto in due occasioni, infatti, i terremoti in provincia sono stati più forti e nessuno, fra l’altro, è stato registrato sulla terraferma.
Terremoto in Calabria, scossa di magnitudo 3.5 con epicentro a nord-est di CelicoA segnalare i due terremoti più forti sono state le coste, Tirrenica e Jonica: impossibile dimenticare il sisma che, nella notte fra 1° e 2 giugno, ha svegliato e spaventato l’intera provincia di Cosenza (e anche gran parte della Calabria), quello avvenuto a largo della costa di Amantea. In quel caso la magnitudo era di 6.1, pari a quello che dilaniò L’Aquila nel 2009 e secondo soltanto a Norcia. In quel caso, a salvare la Calabria furono sia la distanza dalla terraferma, visto che l’evento sismico avvenne in mare aperto, sia la profondità di 259 km. Nonostante questo, la scossa venne avvertita in modo nitido fino all’altra costa, quella jonica. Che già aveva tremato pochi mesi prima, a marzo.
Lo sciame jonico che spaventò la Sila
Il secondo terremoto più forte fatto registrare nel 2026 in provincia riguarda proprio l’altra sponda della regione: il 6 marzo scorso venne registrato un sisma di magnitudo 4.0 a largo dello Jonio ma con una profondità decisamente minore rispetto a quanto avvenuto poi ad Amantea, appena 24 km. Un terremoto preceduto da altre numerose scosse avvertite soprattutto a Longobucco e San Giovanni in Fiore: fra il 2 e il 4 marzo i due comuni furono l’epicentro di ben sei eventi sismici, tutti con profondità inferiore ai 20 km. Il più superficiale, e anche più forte, fu il primo del 4 marzo nella città dell’Abate Gioacchino, ad appena 8 km, di magnitudo 2.6.
Terremoto in Calabria: scossa di magnitudo 3.5. Epicentro nella Piana di Gioia TauroPer fortuna, nessuno degli eventi sismici fatti registrare dall’INGV ha causato danni a persone o cose, ma soltanto un grande spavento. A farla da padrona in tal senso è comunque la costa tirrenica, con tredici terremoti su trentacinque che sono stati registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia proprio a largo delle sponde occidentali, ovverosia il 37% delle scosse totali.