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31/01/2026 ore 09.30
Cronaca

Tribunale ecclesiastico calabro, più decisioni e meno cause: dati e casi dalla provincia di Cosenza

Anno giudiziario aperto con i numeri sulle nullità matrimoniali: San Marco Argentano-Scalea, Cassano e Rossano tra le diocesi coinvolte

di Redazione

Dalla provincia di Cosenza arrivano alcuni dei dati più significativi dell’ultimo bilancio del tribunale ecclesiastico calabro, che ha inaugurato il nuovo anno giudiziario con un quadro aggiornato su cause di nullità matrimoniale, procedimenti definiti e fascicoli pendenti. Tra le diocesi cosentine risultano procedimenti decisi per Diocesi di San Marco Argentano-Scalea, Diocesi di Cassano allo Ionio e Arcidiocesi di Rossano-Cariati, mentre nessun caso è stato registrato per la diocesi di Lungro.

L’apertura ufficiale è stata segnata dagli interventi di Fortunato Morrone, arcivescovo metropolita di Reggio Calabria, e di Claudio Maniago, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, seguiti dalla relazione del vicario giudiziale Vincenzo Varone. Al centro dell’analisi, l’andamento delle cause di nullità matrimoniale a dieci anni dall’introduzione del Motu Proprio Mitis Iudex Dominus Iesus.

Nel suo intervento, Varone ha spiegato che «sono trascorsi dieci anni da quando il Motu Proprio MIDI ci ha impegnati a dare una svolta al processo di nullità matrimoniale ed oggi tracciamo un bilancio che generalmente consideriamo positivo», pur riconoscendo la necessità di ulteriori sviluppi applicativi e di un maggiore coraggio pastorale nella valutazione delle situazioni di separazione e divorzio dei fedeli.

Sul piano numerico, il tribunale ecclesiastico calabro registra un calo dei libelli, cioè degli atti introduttivi del processo canonico: dai 117 del 2024 ai 92 del 2025. In aumento invece le cause definite: 115 procedimenti portati a termine nel 2025, tre in più rispetto all’anno precedente, con 114 decisioni sentenziate e una archiviata. I processi pendenti a fine anno risultano 114, con una riduzione di 23 fascicoli rispetto al 2024.

Guardando alla distribuzione territoriale delle cause decise, emergono anche i numeri delle diocesi dell’area cosentina: sette procedimenti per San Marco Argentano-Scalea, cinque per Cassano allo Ionio e uno per Rossano-Cariati. Dati che inseriscono la provincia di Cosenza nel quadro complessivo regionale delle controversie matrimoniali trattate in sede canonica.

Quanto ai capi di nullità invocati, cresce in modo marcato la voce legata al «grave difetto di discrezione di giudizio», che passa dal 64,18% al 71,81%. Aumentano anche i casi di errore sulla qualità della persona e di incapacità di assumere gli oneri coniugali. In diminuzione, invece, le percentuali relative all’esclusione dell’indissolubilità del vincolo e della prole.

Varone ha sottolineato che «coloro che si rivolgono alla giustizia ecclesiastica sono fedeli che vanno ascoltati, accompagnati ed aiutati a compiere un giusto discernimento sul loro stato di vita», evidenziando come molte cause riflettano la difficoltà delle generazioni più giovani a comprendere la profondità dell’unione matrimoniale come scelta stabile e responsabile.

La cerimonia si è conclusa con la lezione magistrale di John Joseph Kennedy, segretario della sezione disciplinare del Dicastero per la Dottrina della Fede, che ha offerto un approfondimento sul rapporto tra disciplina canonica e tutela delle persone. Il bilancio del tribunale ecclesiastico calabro fotografa così un sistema più produttivo nelle decisioni, ma ancora chiamato a confrontarsi con cambiamenti sociali e fragilità relazionali diffuse.