Sezioni
12/03/2025 ore 16.03
Cronaca

Tributi illegittimi, il giudice stoppa il Consorzio di bonifica ex Valle Lao

La sentenza definisce ingiustificate le richieste di pagamento relative a tre annualità, la soddisfazione dell'avvocato Antonio Vaccaro
di Redazione

La Corte di giustizia tributaria di Cosenza ha annullato gli avvisi di accertamento relativi agli anni 2018, 2019 e 2020 riguardanti il pagamento del contributo consortile “1H78” richiesto dal Consorzio di bonifica integrale dei bacini del Tirreno cosentino ex Valle Lao mediante l’agente per la riscossione Area srl. Accogliendo tutti i motivi di diritto e di merito del ricorso proposto dall’avvocato Antonio Vaccaro del Foro di Cosenza, la sentenza ha ribadito come l’imposizione del contributo rimane subordinato al presupposto che gli immobili di proprietà dei cittadini consorziati, oltre che a trovarsi nel comprensorio consortile, debbano necessariamente risultare effettivi beneficiari di un beneficio-vantaggio diretto e specifico derivante dai lavori di bonifica.

La legittimità del tributo richiesto è data solo a condizione che venga dimostrato l’effettivo beneficio apportato dal Consorzio al terreno per cui è richiesto. Nel caso di specie, il Consorzio non ha offerto alcun elemento atto a comprovare la sussistenza per i terreni della ricorrente del necessario beneficio, diretto e specifico, derivante dalle attività di bonifica, presupposto indefettibile della pretesa impositiva.
Di questo tenore sono state le motivazioni addotte dal giudice tributario che pertanto, ritenuta illegittima la pretesa impositiva, ha accolto il ricorso e per l’effetto ha annullato tutti gli atti impugnati con conseguente condanna del Consorzio di bonifica e di Area srl al pagamento delle spese processuali.

«È una battaglia di legalità a difesa di tanti cittadini onesti vessati da ingiustificate richieste di pagamento da parte dei Consorzi di bonifica per servizi mai erogati e che molto spesso preferiscono, o forse sono costretti, a pagare questo tributo piuttosto che affrontare l’aleatorietà, i tempi ed i costi della Giustizia, questi ultimi a volte maggiori rispetto agli stessi importi richiesti dai consorzi», sottolinea l’avvocato Antonio Vaccaro che, in conclusione auspica «un intervento serio e sinergico della politica locale e regionale a difesa dei calabresi, che si interroghi e decida sulla opportunità e sul mantenimento di questi tributi consortili che la giustizia tributaria continua a confermare essere illegittimi».