Condannate due siciliane per truffa online ai danni di un uomo di Castrolibero
Il giudice monocratico Formoso ha inflitto sei mesi e 200 euro di multa ciascuna. Riconosciuti i danni alla parte civile
La vicenda si è chiusa nei giorni scorsi al Tribunale di Cosenza, dove il giudice monocratico Formoso ha condannato E. P. e L. P., entrambe siciliane, ritenute responsabili di una truffa telematica consumata ai danni di un uomo residente a Castrolibero e costituito parte civile nel processo tramite l’avvocato Giuseppe De Marco.
Secondo la contestazione, le due imputate avrebbero messo in vendita su internet, attraverso il sito Kijiji, un ecoscandaglio Furuno Fvc 588 comprensivo di sonda e modulo, al prezzo di 600 euro. La persona offesa, convinta dell’affidabilità dell’affare, aveva eseguito il pagamento, salvo poi non ricevere quanto acquistato. Da qui la denuncia e l’avvio del procedimento penale.
Il Tribunale ha dichiarato le due donne responsabili del reato loro ascritto, condannandole a sei mesi di reclusione e 200 euro di multa ciascuna, oltre al pagamento delle spese processuali. La pena è stata sospesa. Sul fronte civile, il giudice ha inoltre disposto il risarcimento del danno in favore della parte civile, liquidato in via equitativa in 2.500 euro, oltre alla rifusione delle spese di costituzione e difesa, quantificate in 2mila euro, accessori di legge compresi se dovuti.
Le questioni processuali
Uno dei punti più delicati del procedimento ha riguardato la competenza territoriale. La questione, infatti, non era secondaria, perché dall’individuazione del luogo in cui il reato si considera consumato dipendeva il foro davanti al quale celebrare il processo. La difesa aveva sollevato l’eccezione, ma il Tribunale l’aveva rigettata accogliendo la tesi sostenuta dalla parte civile, fondata sulla più recente giurisprudenza di Cassazione.
Nel caso concreto, è stato decisivo il fatto che il pagamento fosse avvenuto tramite bonifico istantaneo e non con bonifico ordinario. Se il versamento fosse stato eseguito con modalità tradizionale, la competenza territoriale si sarebbe radicata in Sicilia, con un inevitabile aggravio di costi per la persona offesa. Proprio la natura immediata del bonifico, invece, ha consentito di celebrare il processo a Cosenza, dove la truffa ha prodotto i suoi effetti patrimoniali nei confronti della vittima.
Nel corso del procedimento è emerso anche un ulteriore elemento: dagli accertamenti sul casellario si sarebbe scoperto che per le due imputate non si trattava della prima vicenda di questo tipo. Un dato che ha aggiunto peso a un quadro già definito in aula dagli atti dell’accusa e dalle risultanze processuali.
Nel processo, le imputate sono state difese dall’avvocato Erica Pranno.