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18/08/2026 ore 06.30
Cronaca

Ultraleggero disperso nel Cosentino, due droni dell’Arpacal cercano gli avvocati Carlo Arnulfo e Angela Buccico

Uno con sensori a infrarossi, l’altro con visuale a 360 gradi. Il campo base delle operazioni è nel centro storico di Fuscaldo

di Antonio Alizzi

Due droni dell’Arpacal entrano in azione nelle ricerche di Carlo Arnulfo e Angela Buccico, i due avvocati che viaggiavano a bordo del Tecnam P2008 scomparso durante il volo tra Capo d’Orlando e Sibari. È questo il principale potenziamento del dispositivo impegnato da ormai due giorni nell’area compresa tra Falconara Albanese e Fuscaldo.

La decisione è stata assunta nel corso della riunione convocata ieri pomeriggio dalla Prefettura di Cosenza, che coordina le operazioni. Il prefetto Rosa Maria Padovano ha attivato, secondo le procedure previste, il piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse.

L’Arpacal metterà a disposizione due apparecchi con caratteristiche differenti: il primo dotato di sensori a infrarossi, utili per individuare variazioni termiche e tracce difficilmente visibili a occhio nudo; il secondo equipaggiato con una videocamera capace di offrire una visuale a 360 gradi. Il quadrante da ispezionare sarà comunicato nella mattinata, sulla base delle indicazioni fornite dal coordinamento delle ricerche.

Il campo base nel centro storico di Fuscaldo

Il campo base delle operazioni è stato allestito nel centro storico di Fuscaldo. Da qui vengono coordinate le squadre e pianificate le perlustrazioni dell’entroterra, particolarmente complesse a causa della vegetazione fitta e dell’ampiezza dell’area interessata.

Nel corso della riunione in Prefettura è stato chiarito anche un elemento relativo alle condizioni atmosferiche presenti nella zona nella mattinata della scomparsa. Nel territorio di Fuscaldo non si sarebbero registrati temporali né raffiche di vento particolarmente forti. Viene quindi superata la prima ipotesi secondo cui il Tecnam avrebbe potuto incontrare condizioni meteorologiche particolarmente avverse almeno su questo tratto della rotta.

Tra gli scenari valutati c’è la possibilità che l’ultraleggero possa essere finito in una radura, cioè in uno spazio aperto all’interno di un bosco o di una foresta, caratterizzato dall’assenza o dalla presenza molto limitata di alberi. Un’eventualità che spiega l’impiego dei droni, chiamati a osservare dall’alto zone difficili da raggiungere e controllare via terra.

Si tratta, tuttavia, soltanto di una delle ipotesi sulle quali stanno lavorando i soccorritori. Del velivolo e dei due occupanti non è stata ancora individuata alcuna traccia.

La partenza da Capo d’Orlando

Il Tecnam P2008, di proprietà e pilotato da Carlo Arnulfo, era decollato alle 9.30 dal campo di volo di Capo d’Orlando, in provincia di Messina. La destinazione era l’aviosuperficie Sibari Fly

Il volo avrebbe dovuto durare un’ora e cinquanta minuti. Se la tratta fosse stata completata regolarmente, l’ultraleggero sarebbe quindi atterrato a Sibari intorno alle 11.20.

L’ultima comunicazione conosciuta risale alle 10.05, quando Angela Buccico scattò dall’aereo una fotografia dell’isola di Stromboli e la inviò. Dopo quell’immagine non risultano altri messaggi o contatti con i familiari.

Il messaggio mai arrivato alla Sibari Fly

Il mancato arrivo dell’ultraleggero non provocò immediatamente l’allarme presso l’aviosuperficie cosentina. Arnulfo aveva infatti annunciato che, prima di partire da Capo d’Orlando, avrebbe inviato un messaggio WhatsApp ai responsabili della Sibari Fly. Quel messaggio non arrivò e nessuno nella struttura fu quindi informato del fatto che l’aereo fosse effettivamente decollato.

La macchina dei soccorsi si mise in moto soltanto nel tardo pomeriggio di domenica, intorno alle 17.30, quando un familiare di Angela Buccico contattò la Sibari Fly per sapere se la coppia fosse arrivata a destinazione.

A quel punto emerse che Arnulfo e Buccico non erano atterrati e che i loro telefoni risultavano irraggiungibili. La segnalazione fece scattare le procedure di ricerca, successivamente assunte sotto il coordinamento della Prefettura di Cosenza.

Il volo non monitorato e il mancato contatto con Lamezia

Secondo quanto riferito dai responsabili del campo di volo di Capo d’Orlando, Arnulfo, pilota ritenuto esperto, avrebbe deciso di gestire la tratta in autonomia.

Prima della partenza sarebbe stato possibile contattare “Roma Informazioni”, il servizio attraverso il quale un velivolo può mantenere collegamenti radio periodici durante il viaggio. Il monitoraggio avrebbe previsto un contatto ogni trenta minuti, dal decollo fino all’atterraggio.

Giunto nei pressi dello spazio aereo controllato di Lamezia Terme, Arnulfo avrebbe inoltre dovuto chiedere l’autorizzazione al sorvolo. Dal Tecnam, però, quella richiesta non sarebbe mai arrivata. Proprio questa circostanza ha indotto i responsabili del campo di volo messinese a non escludere un’avaria al sistema radio.

Un guasto alle comunicazioni, da solo, non spiegherebbe tuttavia il mancato arrivo a Sibari. Gli accertamenti dovranno quindi verificare se il problema abbia riguardato soltanto gli apparati radio oppure altri componenti del velivolo.

La rotta tra Falconara Albanese e Fuscaldo

La ricostruzione sulla quale si stanno orientando le ricerche colloca l’ultraleggero lungo la costa del basso Tirreno cosentino, tra Falconara Albanese e Fuscaldo. Dopo avere sorvolato il mare, l’aereo si sarebbe preparato ad attraversare i rilievi della Crocetta per proseguire verso Cosenza, la Valle del Crati e infine Sibari.

Dal Volo club di Capo d’Orlando considerano meno probabile che il Tecnam sia finito in mare: «Ci sono tantissime imbarcazioni, qualcuno se ne sarebbe accorto di sicuro». Questa valutazione non costituisce però una certezza e non esclude le verifiche lungo il tratto costiero.

Il paracadute balistico e l’ipotesi del malore

Il Tecnam risulterebbe dotato di un paracadute balistico, un dispositivo progettato per rallentare la discesa dell’intero velivolo e ridurre la violenza dell’impatto. Non è possibile stabilire se si sia verificata un’emergenza, se Arnulfo abbia avuto il tempo di azionare il sistema o se il paracadute sia stato effettivamente utilizzato.

Tra le ipotesi resta anche quella di un malore improvviso del pilota. In questo caso, tuttavia, ci si interroga sull’assenza di una richiesta di soccorso da parte di Angela Buccico. Anche questo elemento non permette, da solo, di escludere alcuno scenario: l’eventuale emergenza potrebbe essere stata così improvvisa da impedire qualsiasi comunicazione.

Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto sta seguendo l’evoluzione delle ricerche e ha espresso apprensione per la sorte dei due avvocati. Le operazioni proseguono ora con l’impiego delle nuove strumentazioni dell’Arpacal e con l’obiettivo di restringere progressivamente l’area nella quale cercare il Tecnam.