Viola il divieto di avvicinamento all’ex compagna, uomo di Rose finisce agli arresti domiciliari
Secondo la ricostruzione, avrebbe continuato a contattare e controllare la donna nonostante il braccialetto elettronico
Il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico non sarebbero bastati a interrompere le condotte persecutorie nei confronti dell’ex compagna. Dopo le ripetute violazioni contestate, per un uomo residente a Rose sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il provvedimento rappresenta l’ultimo passaggio di una vicenda iniziata con diverse denunce per presunti maltrattamenti e comportamenti violenti, verificatisi in alcuni casi anche alla presenza dei figli minori.
Secondo la ricostruzione, le prime denunce presentate dalla donna avevano determinato l’apertura di un procedimento penale per maltrattamenti in famiglia. Il fascicolo è già giunto all’udienza preliminare e si trova nella fase relativa al parere del pubblico ministero sulla richiesta di applicazione della pena avanzata dalla difesa.
In quella fase non era stata disposta alcuna misura cautelare nei confronti dell’uomo. Una condizione che, stando a quanto denunciato dalla persona offesa, avrebbe consentito la prosecuzione delle condotte contestate.
L’ingresso nell’abitazione e la presunta aggressione
La situazione sarebbe ulteriormente degenerata quando l’uomo sarebbe riuscito a entrare nell’abitazione dell’ex compagna utilizzando una copia delle chiavi rimasta in suo possesso. Una volta all’interno, secondo quanto riferito dalla donna, l’avrebbe aggredita fisicamente.
Dopo questo episodio, l’autorità giudiziaria aveva disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa, accompagnato dall’applicazione del braccialetto elettronico. La misura aveva lo scopo di impedire nuovi contatti e di segnalare eventuali avvicinamenti dell’indagato ai luoghi frequentati dalla donna.
Anche questa limitazione, tuttavia, non avrebbe fermato l’uomo, accusato di aver continuato a cercare insistentemente l’ex compagna e a controllarne le attività attraverso i social network.
Le nuove violazioni del divieto
L’indagato si sarebbe presentato anche nei pressi dell’abitazione della donna, violando le prescrizioni imposte. In una delle occasioni la persona offesa, accortasi della sua presenza, avrebbe contattato direttamente i carabinieri.
I militari sono intervenuti sotto casa della donna. Secondo la ricostruzione fornita, il sistema collegato al braccialetto elettronico non avrebbe funzionato correttamente e non avrebbe quindi segnalato l’avvicinamento dell’uomo. L’indagato è difeso dall’avvocato Antonio Vanadia, mentre la persona offesa è assistita dall’avvocato Chiara Penna.