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21/08/2026 ore 06.30
Cronaca

Paura e delirio a Valencia: l’odissea infinita dei passeggeri del volo per Lamezia

L'aereo sarebbe dovuto partire alle 19.50 di lunedì, ma il volo è slittato fino alle 15.40 del giorno successivo: in mezzo rinvii, cancellazioni, notti trascorse in aeroporto e malori per l’assenza di aria condizionata

di Francesco La Luna

«Un’Odissea è stata, altroché». È quello che ci racconta Francesco, uno dei passeggeri cosentini del volo di Ryanair che da Valencia sarebbe dovuto tornare a Lamezia Terme nella sera del 17 agosto e invece è arrivato con ventuno ore di ritardo. Un caos totale fatto di cancellazioni, guasti, problemi, malori e notti trascorse a dormire in aeroporto per mancanza di alberghi. Una storia delirante che ha sfiorato la tragedia e che ha richiesto l’intervento di due ambulanze: in una sola parola, un viaggio che si è trasformato in un incubo.

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La disavventura, per essere eufemistici, inizia alle ore 19.50 di lunedì sera, orario in cui era previsto il decollo del volo Ryanair che avrebbe portato e riportato in Calabria diverse persone: «Non siamo riusciti a salire prima delle 21 però – spiega ancora Francesco – perché ci dicevano che l’equipaggio aveva superato il monte ore consentito di lavoro e che, quindi, avrebbero dovuto fare il cambio». Non un problema, a parte il ritardo di un’ora già accumulato, se non fosse che, una volta saliti a bordo, sarebbe veramente iniziata un’Odissea sulla quale Nolan avrebbe potuto girare un film di ventuno ore, tante quanto ne hanno impiegato gli sventurati passeggeri del volo per tornare. 

A bordo senza aria condizionata e la notte trascorsa in aeroporto

«Non appena saliti a bordo ci siamo resi conto che l’aereo era senza aria condizionata», spiega ancora Francesco. Un problema già in primavera, figurarsi in estate. «Il capitano – prosegue ancora il racconto – ci ha rassicurato e ci ha detto che l’aria si sarebbe attivata non appena sarebbe partito l’aereo, ma intanto siamo rimasti chiusi quaranta minuti. Bambini che urlavano, gente esasperata, una signora seduta vicino a me si è sentita male e si è reso necessario l’intervento dell’ambulanza». Insomma, un caos totale che si conclude nel peggiore dei modi: «Alle 22:40 ci è arrivato un messaggio da Rayanair che ci comunicava il rinvio del volo alla mattina di martedì alle 10:50 perché l’equipaggio aveva raggiunto il numero massimo di ore di volo consentite per la giornata». 

Nello stesso SMS, Rayanair comunicava di essere alla ricerca di «una sistemazione alberghiera disponibile», e avrebbe fornito un aggiornamento al più presto. Poco dopo la mezzanotte, un altro messaggio, stavolta dal tenore meno positivo: «Non siamo in grado di procurarvi un hotel a causa della disponibilità limitata. Vi preghiamo di provvedere autonomamente alla sistemazione, di conservare le ricevute e inviare le spese ragionevoli a Rayanair». Questo il testo dell’SMS, arrivato però un’ora e mezzo dopo, per cui posti chi aveva giocato d’anticipo era riuscito a trovare qualcosa, chi invece stava attendendo novità dalla compagnia è rimasto a dormire in aeroporto. 

Il nuovo rinvio e l’intervento della Guardia Civil

Ma la disavventura non si è conclusa, perché alle sei meno venti del mattino di martedì 18 agosto arriva un nuovo messaggio, sempre da Rayanair, che comunica un ulteriore ritardo: la partenza, adesso, è prevista per le 15:40. «A quel punto – riprende il racconto Francesco – dopo aver trascorso la notte in aeroporto, qualcuno ha deciso di provare a imbarcarsi ugualmente alle 10:50». Qui la situazione si complica ulteriormente: «Li hanno fatti imbarcare, li hanno fatti entrare nel gate, gli hanno fatto passare i biglietti, li hanno fatti rimanere davanti all’aereo per trenta minuti e poi li hanno fatti tornare nel Gate». Da lì, la paura si trasforma in delirio. 

«Addirittura a un certo punto le hostess – prosegue Francesco – ci hanno detto che non sapevano nulla del volo delle 15:40, ma questo dieci minuti prima della partenza: abbiamo bloccato il Gate, è dovuta intervenire la Guardia Civil (l’Arma dei carabinieri spagnola, ndr)». La storia, per fortuna, si conclude con il ritorno del velivolo in terra patria con “sole” 21 ore di ritardo. Una giornata terribile per centinaia di calabresi e turisti, partiti per tornare o venire sulle rive della Magna Graecia e capitati, invece, nella peggiore delle Odissee mai scritte.