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23/05/2026 ore 14.44
Cultura

Barche di sabbia arriva al Salone del Libro tra memoria e responsabilità

Il volume di Emanuele Armentano consegnato ad Alessandro Masi, Amara Lakhous e Dario Brunori

di Redazione

Una storia può restare chiusa tra le pagine di un libro oppure diventare memoria pubblica, interrogazione civile, responsabilità collettiva. È accaduto al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove venerdì 15 maggio il volume “Barche di sabbia - Reportage di un viaggio tra il deserto e il mare”, scritto dal giornalista e autore Emanuele Armentano e pubblicato da Edizioni Expressiva, ha incontrato tre figure simboliche della cultura italiana: Alessandro Masi, Amara Lakhous e Dario Brunori.

Tre destinatari diversi per storia, linguaggio e sensibilità, ma uniti dalla stessa consegna: custodire e rilanciare una vicenda che attraversa migrazione, dolore, speranza e dignità.

Barche di sabbia al Salone del Libro di Torino

La presentazione del volume, condotta dalla funzionaria della Regione Calabria Imma Guarasci, con l’intervento della scrittrice e dirigente scolastica Assunta Morrone, ha trasformato lo spazio fieristico torinese in un luogo di ascolto e riflessione.

Il libro è stato consegnato ad Alessandro Masi, storico dell’arte e segretario generale della Società Dante Alighieri, ad Amara Lakhous, scrittore e docente universitario, tra le voci più lucide della letteratura della migrazione, e a Dario Brunori, cantautore calabrese capace di costruire la propria arte sul confine tra ironia, fragilità e profondità umana.

La presenza del volume nelle loro mani ha assunto un valore che va oltre il gesto editoriale. “Barche di sabbia” è diventato una traccia da affidare a mondi culturali diversi, perché la storia che racconta non riguarda soltanto chi parte, ma anche chi resta a guardare.

Il viaggio di Abù e Susso tra deserto e mare

Il libro racconta la storia vera di Abubacarr Conteh e Ousman Susso, due quindicenni gambiani partiti da Serrekunda nel 2014 con uno zaino in spalla e il sogno di diventare calciatori in Italia.

Dal Gambia al deserto del Sahara, dalla Libia alle acque del Mediterraneo, il loro viaggio dura due anni. Armentano lo ricostruisce con il passo del reportage e la tensione narrativa del romanzo, senza sottrarre nulla alla durezza dei fatti e senza trasformare i protagonisti in simboli astratti.

Abù e Susso hanno nomi, volti, ricordi, paure. Ed è proprio questa concretezza a dare forza al racconto: la migrazione non come categoria generica, ma come somma di vite reali.

Da Cutro alla responsabilità civile

“Barche di sabbia” si apre con la strage di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023, tragedia che ha riportato al centro del dibattito pubblico il costo umano delle rotte migratorie. Da lì il libro allarga lo sguardo, ma resta ancorato a una domanda essenziale: cosa scegliamo di vedere e cosa, invece, preferiamo non sapere?

Il volume porta con sé la prefazione di monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio e vicepresidente della Cei, e la presentazione di Mimmo Lucano, sindaco di Riace e deputato europeo. Due presenze che rafforzano la dimensione civile dell’opera, collocandola dentro un confronto più ampio su accoglienza, memoria e responsabilità.

Le parole di Abù e Susso che restano

Durante la presentazione, il video con le parole di Abù e Susso ha raggiunto il pubblico con una forza semplice e difficile da dimenticare.

«Ci siamo ripromessi di non fare più il bagno in mare. Molti dei nostri amici sono morti lì. Ora riposano sotto le acque. Per noi è una mancanza di rispetto fare il bagno sopra di loro».