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20/09/2026 ore 12.30
Cultura

Calabria tra voglia di cinema e poche sale: terza in Italia per ricerche di film, ma solo 51 ingressi ogni 100 abitanti

Il Cinema Lover Index 2026 colloca la regione al diciottesimo posto nazionale. Nel 2025, però, il pubblico è cresciuto del 6% e sono arrivati sette nuovi schermi. Forte l’interesse online, molto più debole la ricerca della programmazione in sala

di Redazione

I calabresi cercano film, li desiderano, li inseguono online. Molto meno spesso, però, riescono a trasformare quell’interesse in un ingresso al cinema. È questa la fotografia che emerge dal Cinema Lover Index 2026, l’indice elaborato da Casinos.com incrociando i dati SIAE sugli ingressi e sulle proiezioni con le ricerche effettuate su Google.

La Calabria si piazza al diciottesimo posto in Italia con un punteggio di 21,8 su 100, ma il dato più interessante è la distanza tra curiosità e presenza reale in sala.

Nel 2025 in regione sono stati venduti 940.875 biglietti, pari a 51,4 ingressi ogni 100 abitanti, il diciannovesimo valore nazionale. Le proiezioni sono state 43.012, cioè 23,5 ogni mille residenti, mentre la spesa complessiva al botteghino ha raggiunto i 6,9 milioni di euro, con un prezzo medio del biglietto di 7,39 euro.

La tendenza, però, è positiva.

Mentre a livello nazionale il 2025 ha registrato una flessione del 2,3% degli spettatori rispetto all’anno precedente, in Calabria il pubblico è cresciuto del 6%. Anche la spesa è aumentata del 10,1% e sono stati aperti sette nuovi schermi.

È proprio questo il dato che suggerisce una lettura diversa rispetto alla sola posizione in classifica: quando l’offerta aumenta, il pubblico risponde.

Il dato più curioso arriva infatti da Google Trends. La Calabria è la terza regione italiana per ricerche relative alla voce “film da vedere”, con un valore di 94 su 100. Un livello molto alto, che segnala un interesse forte per il cinema e per i contenuti audiovisivi.

All’opposto, la regione è ultima per le ricerche “programmazione cinema”, con un indice di 31, e per “recensioni film”, con 45.

La distanza tra questi numeri racconta un comportamento piuttosto chiaro: il film interessa, ma il passaggio dalla curiosità alla sala non è automatico. In molti casi l’offerta cinematografica resta concentrata nei centri principali, mentre chi vive in aree periferiche o interne tende a spostare la propria fruizione verso lo streaming.

Eppure, quando i calabresi scelgono di uscire per assistere a uno spettacolo, il cinema mantiene un peso importante. Nel 2025 il 36,8% dei biglietti venduti in regione per eventi censiti dalla SIAE riguardava proprio il grande schermo, una delle quote più alte del Paese.

In testa al Cinema Lover Index si trova il Lazio con 89,2 punti, seguito da Emilia-Romagna con 76,5 e Umbria con 72,2. La Calabria segue la Basilicata, diciassettesima con 41,8 punti, e precede il Molise, fermo a 20,6.

Il rapporto tra Calabria e cinema, del resto, ha radici e protagonisti riconoscibili. È la terra di registi come Gianni Amelio e Francesco Costabile, mentre i film di Jonas Carpignano hanno portato sullo schermo storie e territori della Piana di Gioia Tauro, arrivando fino a Cannes

Il dato sugli schermi aperti nel 2025 suggerisce inoltre che esista ancora uno spazio di crescita.

«La Calabria è il posto d’Italia dove uno schermo nuovo rende di più», commenta Daniele Alfieri, responsabile Media & PR di Casinos.com. «Il 2025 lo ha dimostrato: sette schermi in più e il pubblico cresciuto del 6%, in un Paese che perdeva spettatori».

Secondo Alfieri, la distanza tra quello che i calabresi cercano online e quello che riescono effettivamente a vedere in sala rappresenta soprattutto un potenziale ancora inespresso: «La domanda è pronta da anni. Manca l’offerta, e ogni volta che arriva viene premiata».

Il Cinema Lover Index è costruito su cinque indicatori: gli ingressi al cinema ogni 100 abitanti, che pesano per il 40%; le proiezioni ogni mille abitanti, per il 20%; e tre ricerche Google, “film da vedere”, “programmazione cinema” e “recensioni film”, rispettivamente con un peso del 20, 10 e 10%.

La fotografia che ne emerge è quindi quella di una regione poco presente in sala, ma tutt’altro che disinteressata al cinema.

Più che una mancanza di pubblico, il dato sembra raccontare una distanza ancora da colmare tra domanda e offerta. E proprio la crescita registrata nel 2025 lascia intravedere un margine che, almeno per ora, sembra tutt’altro che esaurito.