A Cariati il Castello Venneri apre e conquista oltre trecento visitatori alla prima visita
Successo per l’apertura nella Giornata Nazionale delle Dimore Storiche Italiane con Museo Civico e Adsi Calabria
Il Castello Venneri di Cariati ha aperto le sue porte al pubblico e ha subito conquistato visitatori, curiosi e appassionati di storia. In occasione della XVI Giornata Nazionale delle Dimore Storiche Italiane, promossa dall’Adsi il 24 maggio, la dimora settecentesca di proprietà di Emma Venneri-Natale ha registrato un’affluenza superiore alle aspettative, con circa 300 presenze provenienti non solo da Cariati, ma anche da Corigliano Rossano, Mirto, Cirò Marina, Crucoli, Crotone, dai paesi dell’entroterra e persino da Matera.
Un debutto importante per una dimora storica strettamente legata alla memoria sociale e culturale del territorio, che ha partecipato per la prima volta alla giornata nazionale dedicata ai beni privati vincolati e tutelati dallo Stato.
Castello Venneri, una prima apertura da tutto esaurito
L’iniziativa ha offerto ai visitatori un percorso culturale articolato, costruito attorno alla storia della famiglia Venneri, all’identità agricola e produttiva del luogo e al valore architettonico della dimora.
A fare gli onori di casa è stata la proprietaria Emma Venneri-Natale, che ha accolto i presenti condividendo la storia di un bene familiare, culturale e storico curato con grande attenzione da lei stessa e, prima ancora, dal compianto fratello Leonardo Venneri Natale, autore del restauro.
La visita guidata è stata curata da Assunta Scorpiniti, direttrice del Civico Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni di Cariati, partner organizzativo dell’evento insieme al suo staff. Il Museo Civico ha così confermato la propria funzione attiva di presidio culturale, capace di operare anche fuori dalla sede di Palazzo Chiriaci per promuovere il patrimonio del territorio.
Arte, costumi, danze e degustazioni nella corte
La giornata non si è limitata alla visita del castello. Il programma ha unito storia, arte, spettacolo e tradizioni locali. Particolarmente apprezzato il defilé in costume ottocentesco con danze nella corte, curato dall’associazione Arte e Spettacolo Nella Ciccopiedi.
Spazio anche alla degustazione dei liquori tipici della distilleria Calabro e all’esposizione di opere artistiche. Nella corte e al piano nobile sono state presentate le sculture in legno dell’artista Alfonso Caniglia e le opere di pittura e Digital Art di Giuseppina Irene Groccia.
All’apertura della giornata, dedicata al tema “Custodi di futuro. Un patrimonio io per un patrimonio condiviso”, erano presenti il sindaco di Cariati Cataldo Minò e componenti dell’Amministrazione comunale. Coinvolta anche la Pro loco Cariati, con il presidente Giampiero Cosentino e numerosi soci.
La storia del Castello Venneri e della famiglia
Costruito nel 1700 attorno a una torre di guardia cinquecentesca già di proprietà della famiglia, il Castello Venneri conserva una maestosa facciata e fortificazioni laterali di difesa. La struttura racconta la storia di una residenza padronale legata a un contado vasto e vivo fino al secondo dopoguerra, con attività produttive fondate su olio, agrumi, cereali e allevamenti.
Durante il percorso, i visitatori hanno potuto osservare nella corte gli antichi alloggi degli operai e gli spazi che un tempo componevano il piccolo mondo produttivo della tenuta.
Particolare interesse ha suscitato anche il racconto delle generazioni dei Venneri, originari di Tebe, insediatisi nel XII secolo a Gallipoli e poi, dal Cinquecento, a Cariati con la formazione del ramo calabrese.
Cappella, studio storico e piano nobile
Il percorso ha attraversato alcuni degli ambienti più significativi della dimora. Tra questi la cappella, che conserva pregevoli elementi di arte sacra, alcuni risalenti al Seicento, e lo studio storico, arricchito dai ritratti degli antenati presentati dalla stessa proprietaria.
In quello studio operò anche il notaio Leonardo Natale, nonno della proprietaria, che all’inizio del Novecento sposò l’ultima discendente del ramo, Emma Venneri, figlia di Pasquale e di Giovanna dei Marchesi Albani di Crotone. Fu lei ad assicurare la continuità del nome attribuendo alla figlia il doppio cognome Venneri-Natale.
Dal cortile, i visitatori sono poi saliti lungo la scala settecentesca fino al piano nobile, dove hanno potuto ammirare il salone di rappresentanza, le camere, gli arredi, le suppellettili del patrimonio familiare e una piccola mostra di abiti ottocenteschi.
L’Ottocento, Bonaparte e le riunioni segrete
Proprio l’Ottocento è stato il periodo più celebrato nella giornata Adsi al Castello Venneri. A questa fase sono legati alcuni dei fatti storici più rilevanti della dimora, dalle riunioni segrete dei Venneri, filofrancesi e oppositori dei Borboni, fino all’ospitalità offerta nel 1806 a Giuseppe Bonaparte.
Durante il soggiorno a Cariati, Bonaparte ricevette la notifica della nomina a Re di Napoli, episodio che lega il castello non solo alla storia locale, ma anche alla grande storia del Mezzogiorno napoleonico.