Cosenza, gli studenti del Telesio raccontano il duale come lingua perduta dell’amore
Il libro nato nelle classi I D e II D sarà presentato il 5 giugno alla Sala degli Specchi della Provincia
Una forma grammaticale dimenticata può diventare una chiave per parlare di amicizia, amore, complicità e relazioni umane. È da questa intuizione che nasce “C’era una volta il Duale… la lingua perduta dell’amore”, il libro realizzato dagli studenti delle classi I D e II D del Liceo Classico “B. Telesio” di Cosenza, guidati dalla professoressa Daniela Filice.
Il volume, pubblicato da Falco Editore, sarà presentato venerdì 5 giugno alle ore 17 nella Sala degli Specchi del Palazzo della Provincia di Cosenza. Un appuntamento che unisce scuola, letteratura, cultura classica e solidarietà, restituendo attualità a un elemento della lingua greca antica capace di parlare ancora al presente.
Il duale greco diventa metafora dei legami
Il progetto prende ispirazione dal duale, antica forma grammaticale della lingua greca utilizzata per indicare realtà composte da due elementi strettamente legati tra loro. Da semplice argomento di studio, il duale si trasforma così in una metafora potente dei rapporti umani, del legame tra due persone, della condivisione e della reciprocità.
La domanda da cui parte il libro è suggestiva: può una forma grammaticale ormai perduta raccontare ancora qualcosa di profondo sull’essere umano? Gli studenti del Telesio hanno provato a rispondere intrecciando lingua, mito e narrazione, costruendo un percorso che guarda al mondo classico ma parla direttamente alla sensibilità contemporanea.
Il libro degli studenti del Telesio tra mito e narrazione
Nelle pagine di “C’era una volta il Duale… la lingua perduta dell’amore” riemergono figure, coppie simboliche e suggestioni del mondo antico. La cultura classica non viene proposta come materia distante, ma come spazio vivo di interpretazione, capace di offrire strumenti per comprendere il valore dei legami e la complessità delle relazioni.
Il lavoro realizzato dagli studenti delle classi I D e II D mostra come lo studio possa diventare esperienza creativa e partecipata. La grammatica, in questo caso, smette di essere soltanto regola e struttura, per farsi racconto, emozione e ricerca di senso.
Una didattica creativa che parla al presente
L’iniziativa rappresenta un esempio significativo di didattica creativa, capace di trasformare un contenuto scolastico in un progetto editoriale. Il ruolo della professoressa Daniela Filice è stato quello di guidare gli studenti in un percorso che ha unito rigore, immaginazione e partecipazione.
Il duale diventa così una “lingua perduta” che continua a parlare al cuore, perché rimanda a ciò che lega due persone e alla possibilità di costruire relazioni fondate su ascolto, cura e condivisione. In questo senso, il libro dimostra come la cultura antica possa ancora offrire parole e immagini utili per leggere il presente.
La presentazione alla Sala degli Specchi e la finalità solidale
La presentazione del volume si terrà nella prestigiosa Sala degli Specchi del Palazzo della Provincia di Cosenza. L’appuntamento sarà anche l’occasione per valorizzare il lavoro degli studenti e il significato educativo di un progetto che porta la scuola fuori dalle aule, dentro uno spazio pubblico di confronto culturale.
A rendere l’iniziativa ancora più significativa è la finalità solidale: il ricavato della vendita del libro sarà infatti devoluto in beneficenza. Una scelta che rafforza il senso del progetto, trasformando la parola scritta in gesto concreto di attenzione verso gli altri.