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08/06/2026 ore 14.59
Cultura

Cosenza ritrova i capolavori dimenticati: il MAB si completa con dieci nuove opere del Novecento

Dopo anni di polemiche e opere custodite in deposito, il Comune affida il progetto per installare i capolavori della collezione Bilotti ancora assenti dal Museo all’aperto. Previsto anche il restauro della “Stele in marmo bianco” di Sasha Sosno e una nuova illuminazione artistica del Corso

di Alessia Principe

Ci sono voluti quattro anni di attese, ma ora (e finalmente) il MAB di Cosenza si prepara a completare il proprio percorso artistico. Con una determinazione dirigenziale del Settore Cultura pubblicata nei giorni scorsi, Palazzo dei Bruzi ha ufficializzato l’affidamento del servizio di progettazione e installazione delle dieci opere integrative del Museo all’aperto Bilotti ancora non collocate lungo Corso Mazzini.

Si tratta di un intervento che vale complessivamente 79.009,64 euro, finanziati interamente dal bilancio comunale 2026, e che rappresenta molto più di un semplice ampliamento museale. Nel 2022 avevamo sollevato la questione delle statue conservate a Rogliano per mancanza di fondi.

Il provvedimento, firmato dal dirigente Giuseppe Bruno, recepisce la proposta progettuale della ditta specializzata Bretia Restauri dell’architetto Amedeo Lico, con sede a Rogliano, alla quale è stato affidato il servizio di progettazione, trasferimento, installazione, pulitura e protezione delle opere.

Una nuova e moderna illuminazione delle opere del Mab

Accanto al completamento del percorso museale, il Comune punta anche a una riqualificazione visiva dell’intero Corso. «Stiamo lavorando alla nuova e moderna illuminazione dell’intero corso. Anche le opere d’arte del MAB saranno valorizzate da luci dedicate», ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Damiano Covelli, annunciando un progetto che mira a trasformare l’isola pedonale in uno spazio artistico fruibile anche nelle ore serali, con un sistema di illuminazione capace di esaltare le sculture e ridefinire l’impatto scenografico del museo urbano.

Il Museo all’aperto Bilotti, nato dalla storica donazione del mecenate Carlo Bilotti e inaugurato nel 2005, rappresenta uno dei più importanti musei open air del Mezzogiorno. Nel 2019 il Ministero della Cultura ne ha sancito il vincolo di interesse culturale particolarmente importante, riconoscendone il valore identitario e artistico. Oggi il percorso ospita opere di Salvador Dalì, Giorgio De Chirico, Pietro Consagra, Giacomo Manzù, Emilio Greco, Mimmo Rotella, Sasha Sosno e altri protagonisti dell’arte del Novecento.

La collezione nascosta

Eppure, nonostante il prestigio internazionale del progetto, una parte significativa della collezione non era mai stata esposta. Nel 2022 la vicenda aveva sollevato forti polemiche. A denunciare pubblicamente la situazione era stato Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, figlio del magnate Enzo Bilotti, che aveva espresso forte preoccupazione per l’integrità delle opere custodite da quattro anni in un deposito situato in una zona rurale nei dintorni della città.

In quell’occasione emerse come il nodo principale fosse legato all’assenza dei basamenti necessari per installare le statue lungo il Corso. Secondo quanto ricostruito allora, mancavano le risorse economiche e anche i tentativi di mediazione con sponsor privati. Ma molte opere restarono così sospese in una sorta di limbo burocratico, lontane dal percorso espositivo per il quale erano state pensate.

La questione aveva assunto anche un rilievo giuridico e patrimoniale. Nel 2022 vennero richiamati gli obblighi previsti dal Codice dei beni culturali sulla conservazione e la tutela delle opere pubbliche, con il timore che eventuali danneggiamenti o furti potessero aprire scenari di responsabilità per l’ente comunale.

Ora, a quasi quattro anni da quelle denunce, il Comune sembra voler chiudere definitivamente la partita.

Le opere che saranno installate appartengono ad alcuni dei più importanti maestri italiani del Novecento. Arriveranno lungo il percorso del MAB le tre “Danseuses” in bronzo di Gino Severini – “La Foietteè”, “Relevèe sur Pointe” e “Attitude” – oltre a “Linee forza del pugno di Boccioni” di Giacomo Balla, realizzata in ferro rosso. Prevista anche l’installazione della “Donna acefala seduta” di Mario Sironi, in marmo nero Marquinia.

Faranno inoltre parte del nuovo allestimento tre opere di Antonietta Raphael Mafai – “Uomo in bagno”, “Missione segreta” e “Toro morente” – insieme a “Figura femminile”, scultura in marmo bianco di Carrara attribuita a ignoto autore del Novecento, e al “Nudo di donna” di Michele Zappino.

Le sculture di Antonietta Raphael Mafai, corredate dalle autentiche della figlia Giulia Mafai, e le celebri “Danseuses” di Severini, autenticate dalla figlia Romana Severini, sono considerate tra i pezzi più significativi della collezione ancora invisibile.

Il Comune ha poi previsto anche un importante intervento conservativo sulla “Stele in marmo bianco” di Sasha Sosno, artista già autore delle Tre Colonne Doriche, dei Due Guerrieri Antichi e dell’installazione “7 di Cuori”. L’opera sarà restaurata, sottoposta a pulitura e successivamente traslata in un nuovo posizionamento.

Nella determina viene inoltre specificato che il progetto comprenderà il trasferimento delle opere, il posizionamento, la protezione impermeabilizzante delle superfici e la gestione complessiva dell’intervento fino alla sua conclusione.