Cosenza, torna il Munnizza CineClub: la cultura che scuote le coscienze
Sono sei gli appuntamenti itineranti in programma dal 13 al 18 maggio: attraverso la visione di documentari d’autore si mira a trasformare lo spettatore da soggetto passivo a cittadino vigile
Riparte il Munnizza CineClub, quando il cinema risveglia la consapevolezza. Torna a Cosenza la rassegna che scuote le coscienze. Dal 13 aprile al 18 maggio, sei appuntamenti tra proiezioni, dibattiti e arte per raccontare le ferite del nostro pianeta.
Non è solo cinema. È un atto di accusa, un antidoto al male dell’indifferenza. La seconda edizione del Munnizza CineClub è un viaggio che attraversa le contraddizioni del nostro tempo: dalle ingordigie del neoliberismo all’acidificazione degli oceani, passando per la giustizia intergenerazionale. Curata da un fronte comune composto da Munnizza Social Club, Greenpeace Cosenza, I Cinefamelici e Lotta senza quartiere, con la partecipazione del CAI e de La Terra di Piero, la rassegna trasforma l’arte visiva in uno strumento di lotta ecologica, climatica e ambientale.
Il calendario, ricco e itinerante, si snoda tra l’Unical e i luoghi simbolo della socialità cosentina, intrecciandosi con le celebrazioni del Festival “Resistenze” per il 25 aprile. Il primo appuntamento si è svolto lunedì 13 aprile (DAM – Unical) con l’analisi dei bisogni indotti in "BUY NOW: l’inganno del consumismo”, ed è proseguito con un laboratorio di pittura murale dedicato alla resistenza partigiana, a testimoniare che la lotta per la terra è una nuova possibile forma di resistenza.
Oggi, 20 aprile alle 20.00 (CAI Cosenza) il focus si sposta sul rapporto con l’altitudine e l’impatto antropico attraverso il documentario "PrimAscesa – La montagna creata dall’uomo”. Lunedì 27 aprile al Cinema San Nicola sarà il turno del pluripremiato “Antropocene – L’epoca umana”. Un appuntamento imperdibile che vedrà il confronto tra esperti come Carlo Tansi (CNR) e attivisti del Comitato No Ponte, accompagnato dalla mostra fotografica “Cicatrici”.
La rassegna proseguirà il 4 maggio (La Terra di Piero), esplorando la questione dello spreco alimentare con "Non morirò di fame”, in collaborazione con il Gruppo di Acquisto Solidale, mentre l’11 maggio al Cineteatro Universal proietteranno “Il prezzo che paghiamo”.
L’evento sarà aperto dalla stand- up comedy di Antonio Salituro e vedrà la partecipazione di Greenpeace e dell’associazione medici per l’ambiente (ISDE). Il gran finale, previsto per lunedì 18 maggio a Casali del Manco, è affidato a "2040 – Salviamo il pianeta”, una proiezione che guarda al futuro con speranza, tra performance musicali di Domenico Scarcello (Villa Zuk) e mostre realizzate dai più piccoli.
L’imperativo è non restare a guardare! L’urbanizzazione selvaggia, la presenza invasiva della plastica e la deforestazione non sono eventi ineluttabili, ma segni di un declino che può essere invertito solo attraverso la consapevolezza e l’azione collettiva. Il messaggio che si vuole lanciare alla comunità è chiaro, ci spiega Luca Mannarino, membro del collettivo: «Il tentativo è quello di ragionare, insieme a coloro che avranno la bontà e la pazienza di partecipare, su quanto lo stile di vita neoliberista abbia effettivamente inciso, e stia incidendo, sui cambiamenti climatici in atto.
Su quanto gli esseri umani ora influenzino la Terra e i suoi processi più di tutte le altre forze naturali combinate. Sulle possibilità che abbiamo nel mettere in discussione modelli di comportamento e di pensiero che hanno perso di vista ciò che è necessario per sostituirlo con ciò che è effimero». C’è infatti un’urgenza in questo momento storico, quella di prenderci cura dei luoghi che abitiamo, del nostro pianeta agendo in più direzioni e mettendo in atto una serie di interconnessioni necessarie: «Crediamo sia importante ragionare tenendo presente il senso di globalità: tutto ciò che si fa a Cosenza avrà ripercussioni a Bangkok, e viceversa dal punto di vista ambientale, sociale, politico.
Cosa si potrebbe fare concretamente? Lavorare per arrivare ad un cambio di paradigma rispetto al modus pensandi attuale. Informare, confrontarsi, presentare alternative: sono queste le operazioni che possono portare ad una contaminazione sempre più ampia, verso la percezione del contesto naturale in cui si vive come un bene comune. Comune ad ogni forma di essere vivente sulla faccia della terra. E praticare questo lavoro con le diverse forme comunicative che più sono consone alle diverse categorie di persone con cui ci si relaziona: il cinema, l’arte, la fotografia, il gioco, il racconto, le attività laboratoriali con i bambini e i ragazzi; i dibattiti, i seminari, i corsi di formazione con chi vuole approfondire la tematica».
Attraverso la visione di documentari d’autore e il confronto diretto con chi ha deciso di schierarsi, la rassegna punta a trasformare lo spettatore da soggetto passivo a cittadino vigile. In un mondo che corre verso il baratro climatico, il Munnizza CineClub ci ricorda che abbiamo ancora una possibilità: smettere di guardare e iniziare finalmente a vedere.