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08/10/2026 ore 13.51
Cultura

Dal confronto sull’intelligenza artificiale alla cerimonia al Rendano: due giorni per il Premio Cultura Mediterranea

Giovedì 15 ottobre all’Unical il convegno su linguaggi, immagini e algoritmi. Venerdì 16 al teatro Rendano di Cosenza la premiazione con Tahar Ben Jelloun ospite d’eccezione e le terne finaliste delle sei sezioni in concorso

di Redazione

Due giornate dedicate al Mediterraneo, ai nuovi linguaggi e alle sfide poste dall’intelligenza artificiale. Entra nel vivo la XX edizione del Premio per la Cultura Mediterranea, istituito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania per riconoscere il lavoro di studiosi, scrittori, giornalisti e traduttori impegnati nella valorizzazione delle diverse espressioni culturali del Mare Nostrum.

Il primo appuntamento è fissato per giovedì 15 ottobre alle 17 nell’Aula Magna dell’Università della Calabria con il convegno “Tra parole, immagini e algoritmi: nuovi linguaggi, nuove connessioni”.

Interverranno il rettore Unical Gianluigi Greco, il presidente della Fondazione Carical Giovanni Pensabene, il presidente del Premio Mario Bozzo, Vincenzo Paglia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, Pietro Scarpino, Executive Head of Applied Innovation di NTT Data, la giornalista Giuliana Sgrena e l’artista Massimo Sirelli.

A moderare l’incontro sarà la giornalista di LaC News24 Alessia Principe.

Il 16 ottobre la cerimonia al Rendano

Il giorno successivo, venerdì 16 ottobre alle 17.15, il Premio si sposterà al teatro Alfonso Rendano di Cosenza per la cerimonia conclusiva dell’edizione 2026.

Nel corso della serata saranno proclamati i vincitori delle diverse sezioni, selezionati dalla giuria internazionale presieduta da Mario Bozzo e, per la sezione Narrativa Giovani, da una giuria scolastica composta da oltre 300 studenti delle scuole superiori calabresi e lucane, presenti in teatro.

A condurre la cerimonia sarà la giornalista del Tg1 Maria Gabriella Capparelli.

Ospite d’eccezione sarà lo scrittore, poeta e saggista marocchino Tahar Ben Jelloun, vincitore della prima edizione del Premio nella sezione Società Civile insieme allo scrittore israeliano Amos Oz.

Le terne finaliste

Per la sezione Società Civile sono in finale Oscar Camps, fondatore della Ong Proactiva Open Arms, Nicolò Govoni, attivista per i diritti umani e fondatore di Still I Rise, e Taghi Rahmani, giornalista e attivista iraniano.

Nella sezione Scienze dell’Uomo concorrono Massimo Cacciari, Antonella Fioravanti e Marina Valensise.

Per Cultura dell’Informazione i finalisti sono Milena Gabanelli, Barbara Gallavotti e Yaroslav Trofimov, capo corrispondente per gli affari esteri del Wall Street Journal.

Nella sezione Traduzione figurano Liljana Cuka Maksuti, Yasmina Mélaouah ed Elvira Mujčić.

Per la Narrativa sono in concorso Gli antropologi di Ayşegül Savaş, Il mondo che ha fatto di Roberto Ferrucci e La coscienza di Ottavio di Livio Gambacorta.

La terna di Narrativa Giovani comprende invece La grande sete di Erica Cassano, Malanima di Rosita Manuguerra e Bellagio di Monica Savaresi.

I premi speciali

La giuria internazionale ha inoltre assegnato un Premio Speciale a Il mio cuore libero, la forza di una madre di Majd al-Assar, scrittrice e giornalista palestinese.

Il Premio Speciale della Fondazione Carical sarà invece consegnato a Marco Lavalle, scienziato originario di Tricarico, oggi impegnato negli Stati Uniti alla NASA come responsabile di progetto di un gruppo tecnico specializzato nell’ingegneria dei sistemi radar e nell’osservazione della Terra.

Intelligenza artificiale, opportunità e sfide

Il filo conduttore della manifestazione sarà quello già al centro del convegno del 15 ottobre: l’intelligenza artificiale, tra opportunità e nuove sfide.

La serata conclusiva, curata dal direttore organizzativo e regista della manifestazione Stefano Bellu, alternerà premiazioni, letture, azioni teatrali, danza e musica, costruendo una narrazione incentrata sull’uomo e sul suo rapporto con la tecnologia.