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10/06/2026 ore 19.00
Cultura

Il Conservatorio di Cosenza guarda al mondo: «La Calabria oggi è parte di una rete internazionale» | VIDEO

Dal NAFSA agli accordi con università straniere, il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” rafforza la propria dimensione globale. Nicole González Simonet: «Ogni studente straniero diventa ambasciatore del territorio»

di Ernesto Mastroianni

Il Conservatorio "Stanislao Giacomantonio" di Cosenza continua a rafforzare la propria vocazione internazionale. Negli ultimi anni l'istituzione musicale bruzia ha moltiplicato le collaborazioni con enti e università straniere, partecipando ai più importanti appuntamenti mondiali dedicati alla formazione superiore. Tra questi il NAFSA Annual Conference & Expo, il più grande meeting internazionale dedicato alla cooperazione accademica tra università e istituzioni formative.

Un percorso che rappresenta uno degli ultimi e più significativi risultati del mandato del direttore Francesco Perri, che ha fortemente investito nella costruzione di una rete internazionale capace di proiettare il Conservatorio cosentino oltre i confini nazionali.

Ne abbiamo parlato con Nicole González Simonet, funzionaria dell'Ufficio Internazionale del Conservatorio.

«L'internazionalizzazione non nasce per caso», spiega González Simonet. «È il risultato di una strategia costruita nel tempo, fatta di relazioni, progettualità e partecipazione costante ai principali tavoli internazionali. Il nostro obiettivo è offrire agli studenti opportunità sempre più ampie di crescita artistica e professionale».

Tra i momenti più significativi vi è stata proprio la partecipazione al NAFSA, evento che ogni anno riunisce migliaia di rappresentanti di università, accademie e istituzioni provenienti da ogni parte del mondo.

«Partecipare a una manifestazione di questa portata significa presentare la nostra realtà a interlocutori internazionali di altissimo livello», racconta. «Abbiamo avuto modo di confrontarci con istituzioni europee, americane e asiatiche, avviando nuove interlocuzioni che potrebbero tradursi presto in accordi di collaborazione e programmi di mobilità».

L'internazionalizzazione, tuttavia, non riguarda soltanto gli studenti che partecipano ai programmi Erasmus.

«Spesso si pensa che tutto si esaurisca nella mobilità studentesca, ma non è così. I benefici coinvolgono l'intera comunità accademica. Docenti, personale amministrativo e studenti entrano in contatto con nuove metodologie didattiche, nuove culture e nuove prospettive professionali. È un arricchimento reciproco che migliora la qualità complessiva dell'offerta formativa».

Un aspetto particolarmente interessante riguarda l'interesse crescente che il Conservatorio suscita all'estero.

«Molti interlocutori restano sorpresi nel conoscere la qualità della formazione musicale che viene offerta a Cosenza. Il nostro Conservatorio possiede una storia importante e un livello artistico riconosciuto. Inoltre, il territorio calabrese rappresenta un elemento di grande fascino per molti studenti stranieri».

La Calabria, infatti, diventa parte integrante di questo progetto.

«Ogni studente internazionale che arriva a Cosenza diventa un ambasciatore del nostro territorio. Scopre la nostra cultura, le nostre tradizioni, il patrimonio artistico e paesaggistico. L'internazionalizzazione non riguarda soltanto il Conservatorio, ma contribuisce anche alla promozione culturale della Calabria nel mondo».

Nel corso dell'intervista emerge più volte il ruolo svolto dal direttore Francesco Perri nel processo di apertura internazionale dell'istituzione.

«La sua visione è stata determinante», sottolinea González Simonet. «Ha creduto fortemente nella necessità di creare connessioni stabili con il mondo accademico internazionale e ha sostenuto ogni iniziativa finalizzata a rendere il Conservatorio sempre più competitivo e attrattivo».

Guardando al futuro, l'obiettivo è continuare a crescere.

«Vorremmo consolidare ulteriormente la presenza internazionale del Conservatorio, aumentare il numero degli studenti stranieri e sviluppare progetti condivisi con istituzioni di prestigio mondiale. Oggi il Conservatorio di Cosenza è riconosciuto come una realtà dinamica e aperta al confronto internazionale; il nostro compito è continuare su questa strada».

Un percorso che dimostra come anche dal Sud Italia sia possibile costruire reti culturali e formative di respiro globale, trasformando la musica in uno strumento di dialogo tra popoli, culture e generazioni.