Sezioni
13/05/2026 ore 07.17
Cultura

Il Platone fragile e umano di Matteo Nucci conquista il Telesio: studenti e filosofia protagonisti a Cosenza

Lo scrittore ha presentato “Platone una storia d’amore” nella Biblioteca Rodotà del liceo classico cosentino. Un dialogo intenso con studenti e docenti tra Eros, filosofia e ricerca della verità

di Redazione

C’è un Platone lontano dall’immagine austera dei manuali scolastici, distante dal marmo immobile delle statue e dalle formule astratte della filosofia accademica. Un Platone giovane, inquieto, atletico, attraversato da ferite personali e da una tensione continua verso il desiderio, la conoscenza e la giustizia. È questo il volto restituito da Matteo Nucci nel romanzo “Platone una storia d’amore”, pubblicato da Feltrinelli e presentato nei giorni scorsi alla Biblioteca “Rodotà” del liceo classico “Bernardino Telesio” di Cosenza.

L’incontro, inserito nel programma del Premio Sila 2026, ha trasformato la biblioteca scolastica in uno spazio di confronto vivo tra letteratura, filosofia e nuove generazioni. A dialogare con l’autore il magistrato Alfredo Cosenza e la professoressa Rosanna Tedesco, davanti a una platea partecipata di studenti.

Nucci ha raccontato la lunga gestazione del romanzo, nato da un’intuizione giovanile e diventato negli anni una vera ossessione letteraria. Tutto sarebbe iniziato durante una gita scolastica ad Atene. «Di notte siamo entrati nell’agorà. Davanti al banco di Simone, il ciabattino amico di Socrate, ho pensato: qua c’era Platone giovane come me. E io sono Platone», ha spiegato lo scrittore.

Da quell’immagine è nato il desiderio di restituire un Platone “in carne e ossa”, sottraendolo alla monumentalizzazione scolastica per riportarlo dentro la fragilità dell’esperienza umana: i fallimenti politici, i viaggi, il rapporto con Socrate e soprattutto la centralità dell’Eros come forza che muove la ricerca del Bene e della Verità.

Ad aprire l’incontro sono stati proprio gli studenti del Telesio, con la lettura di un brano del “Simposio” in lingua greca originale. Un momento particolarmente suggestivo che ha riportato nella sala le sonorità della classicità e il ritmo vivo della filosofia antica.

Il dialogo con gli studenti ha rappresentato uno dei momenti più intensi dell’iniziativa. Orsola Gerbasio, Elisabetta Terracina, Laura Perrone, Giovanni Aiello e Giulio Saraceni hanno posto domande profonde e articolate, dimostrando come i classici continuino ancora oggi a interrogare il presente quando vengono restituiti attraverso una narrazione capace di renderli vivi e contemporanei.

Il libro di Matteo Nucci, accolto positivamente dalla critica per la capacità di fondere rigore storico e tensione narrativa, è attualmente candidato sia al Premio Sila sia al Premio Strega.

La serata ha confermato ancora una volta il ruolo della Biblioteca Rodotà come presidio culturale cittadino e spazio capace di mettere in relazione scuola, letteratura e pensiero critico.