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14/04/2026 ore 10.49
Cultura

Jane Austen rivive in scena a Cosenza con il concerto danzato “Niente donne perfette, per favore”

Il 18 aprile all’Auditorium “A. Guarasci” il concerto coreografico “Musica in Danza” porta in scena balli, lettere e musiche del mondo di Jane Austen

di Redazione

All’Auditorium “A. Guarasci” di Cosenza, il 18 aprile alle ore 19, prende forma un’operazione culturale che non si limita alla semplice restituzione scenica, ma si configura come un attraversamento consapevole di linguaggi e stratificazioni storiche. “Niente donne perfette, per favore” -citazione programmatica che richiama lo sguardo lucido e anti-idealizzante di Jane Austen -è il titolo scelto per la VII edizione di “Musica in Danza”, il concerto coreografico del Conservatorio di Cosenza curato da Ida Zicari.

Il formato è quello del concerto danzato, una forma ibrida che qui trova una declinazione particolarmente coerente: musica e movimento non si affiancano, ma si interrogano reciprocamente, ricostruendo un contesto culturale preciso. Alla base c’è una riflessione strutturata sui rapporti storici, linguistici ed estetici tra le due arti, che si traduce in una drammaturgia articolata in tre episodi, costruiti a partire dalla rilettura di alcune lettere di Austen.

Il dispositivo scenico riporta il pubblico nel salotto domestico della scrittrice, nello spazio intimo e sociale in cui musica e danza scandivano il tempo della vita quotidiana. Non si tratta di una semplice ambientazione d’epoca, ma di una ricostruzione filologicamente orientata che restituisce la funzione relazionale di quei momenti: i balli, le esecuzioni musicali, gli intrattenimenti diventano così strumenti di lettura di un universo femminile complesso, lontano da qualsiasi idealizzazione.

È proprio qui che si innesta il nucleo concettuale dell’operazione. Austen - donna di provincia, osservatrice acuta delle dinamiche sociali - rifiuta la costruzione di figure perfette per proporre personaggi attraversati da contraddizioni, capaci di riflettere il reale. La scena traduce questo principio attraverso corpi e suoni che non aspirano all’astrazione, ma rimandano continuamente a un’esperienza concreta, riconoscibile, ancora attuale.

Le musiche, eseguite al pianoforte da Ida Zicari, provengono dagli spartiti conservati nel cottage di Chawton e comprendono repertori da ballo, pagine vocali e brani per pianoforte solo. Si tratta dello stesso materiale sonoro che accompagnava gli incontri sociali della famiglia Austen, qui restituito nella sua dimensione originaria, senza sovrastrutture.

Sul versante coreutico, il lavoro di Ornella Di Tondo si fonda su una ricostruzione storica rigorosa: polonese, minuetto, valzer, cotillon e reel vengono riproposti secondo criteri filologici, evitando stilizzazioni contemporanee. La danza, in questo senso, non è decorazione ma documento vivo, capace di restituire codici sociali, gerarchie e modalità relazionali.

La dimensione narrativa è affidata a una partitura interpretativa precisa. Daniela Morrone dà corpo a Jane Austen, mentre Concetta Barillaro interpreta Cassandra, figura centrale nella vita della scrittrice. Accanto a loro, Paola Daniele nel ruolo dell’Amica costruisce un ulteriore livello relazionale. Le voci recitanti di Maria Chiara Maiolino e Martina Imbrogno introducono e sostengono la struttura drammaturgica, mentre la componente musicale si arricchisce della presenza del soprano Claudia Gallo. Completano il quadro gli studenti del liceo coreutico “L. della Valle”, inseriti all’interno di un impianto che tiene insieme formazione e produzione artistica.

Il profilo di Ida Zicari contribuisce a chiarire la natura dell’intero progetto. Pianista, docente del Conservatorio di Cosenza, concertista attiva in Italia e all’estero, Zicari affianca all’attività esecutiva una riflessione teorica di taglio transdisciplinare, come dimostrano i suoi studi dedicati al rapporto tra musica e danza, in particolare intorno alla figura di Liszt. Una linea di ricerca che trova in questo lavoro una traduzione concreta.

Analogamente, Ornella Di Tondo porta in scena un percorso consolidato di studio e ricostruzione delle danze storiche europee, supportato da un’attività scientifica documentata da numerose pubblicazioni. La sua presenza garantisce coerenza metodologica e rigore nell’impianto coreografico.