Sezioni
01/08/2026 ore 00.30
Cultura

Kings of Convenience e Mogwai incantano la Sila: il Be Alternative si apre tra folk, post-rock e un tramonto da cartolina – FOTO

Dal caldo torrido del pomeriggio alle sfumature del crepuscolo sul lago Cecita. Altea apre il festival, i Kings of Convenience conquistano il pubblico con il loro folk essenziale, poi i Mogwai trasformano il tramonto in uno spettacolo sonoro

di Alessia Principe

Un cielo zaffiro e un sole messicano hanno vegliato sulla prima giornata del Be Alternative Music Fest sulle rive del lago Cecita, in Sila. La chiesetta di san Lorenzo, assediata dalla calura, totem di benvenuto per il pubblico scamiciato e in tenuta balneare, è stata la cartolina perfetta di una giornata che ha visto avvicendarsi sul palco montato fronte lago, Altea, Kings of Convenience e i Mogwai.

Dopo l’ouverture di Altea, cantante rivelazione della scena indie, è toccato al duo norvegese dei KOC, Erlend Øye ed Eirik Glambek Bøe, che in Italia, e in Sicilia in particolare, hanno trovato da molti anni una seconda casa.

«La prima volta che siamo stati qui – ha raccontato Erlend Øye alla folla che si stringeva per ripararsi nello spicchio d’ombra – c’era la pioggia e tanti problemi, ma alla fine abbiamo vinto noi».

I KOC hanno regalato anche questa volta, due ore di un folk acustico e raffinatissimo, esprimendo apprezzamento anche per Nu Genea a Di Martino.

In moltissimi, stesi sulla collinetta e riparati da berretti e ombrelli, hanno goduto fino all’ultima briciola di sole della lunga giornata silana che si è chiusa con i Mogwai, storica band scozzese, a cui è toccato l’onore del tramonto sul lago, striato di borgogna e violetto. 

Con il loro inconfondibile post-rock, che ha fatto scuola anche nel cinema e in tv, i Mogwai hanno dato vita a un concerto ipnotico, costruito su lunghi crescendo e potenti esplosioni sonore, in cui le chitarre si stratificano fino a scintillare in distorsioni e riverberi. E mentre le ultime note sfrangiavano l’aria, il sole, rosso corallo, scivolava lentamente dietro il lago, scomparendo senza far rumore come se anche la Sila avesse deciso di ascoltare fino all'ultima nota.