Mimmo Rotella, vent’anni dalla scomparsa: Cosenza e Rende celebrano il maestro del Novecento
Un percorso rotelliano tra Cosenza e Rende per il ventennale della scomparsa di Mimmo Rotella: sculture, décollage e opere simbolo della sua ricerca artistica. Bilotti: «Con lui ricordi indimenticabili»
Nel 2026, un percorso rotelliano tra Cosenza e Rende celebrerà il ventennale dalla scomparsa di Mimmo Rotella, artista calabrese e tra i grandi protagonisti dell’arte del Novecento. Le due città custodiscono opere significative che documentano le fasi centrali della sua ricerca, articolata nelle diverse declinazioni di scultura, pittura, disegno, fotografia e décollage.
Nel MAB di Cosenza è collocata Il lupo della Sila, divenuta nel tempo un’icona. Il modellino in legno dell’opera, che ho donato alla città di Rende, è oggi esposto nella Sala Rotella del Museo del Presente. Quando Mimmo sceglieva il marmo, mi diceva di cercare il colore del sottobosco: un verde cupo, denso, simile alla vegetazione arbustiva del bosco.
Sempre a Cosenza si trova un’altra scultura fondamentale, La rinascita della cultura, realizzata in bronzo: una catasta disordinata di libri che, alleggerendosi progressivamente, sembra spiccare il volo. L’opera rievoca la Cosenza umanista e rinascimentale, quella degli intellettuali dediti alla filologia, alla filosofia e alla riscoperta dei classici latini e greci: da Parrasio e Quattromani, considerato padre della letteratura italiana, fino a Bernardino Telesio, filosofo naturalista la cui dottrina ispirò Bruno, Cartesio, Campanella e Bacon. Alla Galleria Nazionale di Palazzo Arnone, nella sala dedicata al Novecento, ho inoltre donato un’ulteriore scultura in bronzo di Rotella.
Mimmo trascorreva tutte le sue vacanze estive a Sangineto, ospite della famiglia Bilotti. «Nel pomeriggio disegnava ciò che lo circondava: le case, le piante, il treno, e realizzava ritratti – racconta Roberto Bilotti -. Erano creazioni spontanee, che esprimevano il suo amore per il luogo e il piacere profondo di trascorrere le vacanze in Calabria. Per questo ho ritenuto giusto che rimanessero sul territorio e nel 2013 le ho donate al Comune di Rende, insieme a un grande dittico décollage, opera storica in cui l’artista mette in discussione l’immagine, strappandola e ricomponendola, restituendo dignità artistica a un comune poster seriale. In quello strappo, Rotella coglieva una forza innovativa capace di generare nuovi colori.
Nella Sala Rotella sono esposte anche numerose fotografie a lui care: dall’infanzia a Catanzaro al primo approccio con l’arte, fino alle successive performance. Non sono solo opere d’arte, ma frammenti di storia, di identità e di memoria della Calabria, che assumono un significato ancora più intenso nell’anniversario della sua scomparsa. Una vera e propria autobiografia visiva, che racconta anni di incessante sperimentazione.
La sera, davanti alla piscina, invitavamo amici e Mimmo declamava i suoi Poemi Fonetici: comunicazioni emotive e visive attraverso il suono, una sorta di poesia epistaltica, flussi di voci e rumori capaci di esprimere ritmo ed emotività, influenzati dall’arte del décollage e dal mito dell’aeroplano – ricorda Bilotti -. Erano composizioni fatte di parole, suoni astratti e rumori, linguaggi sperimentali che restituivano sensazioni pure.
Ogni anno andavamo al Santuario di Paola, per una devozione sentita e condivisa con mio zio Carlo, ma anche per la magia del luogo, sospeso tra sacro e leggenda, mistero e misticismo. Quel fascino suggestivo sussurrava a Mimmo emozioni e ispirazione. Un’estate, dopo la visita, acquistammo una grande tela e nel giardino dipinse San Francesco “star”, in linguaggio pop. L’opera fu esposta nel 2012 a Palazzo dei Bruzi, insieme ad altri lavori, in occasione del 50° anniversario della proclamazione di San Francesco a patrono della Calabria».