Al Liceo Telesio torna la Notte dei Classici tra cultura e umanità
Venerdì 27 marzo il liceo classico di Cosenza apre le porte alla città con “Sum, ergo vivo”, percorso tra classici, attualità e sfide del presente
La Notte dei Classici al Liceo Telesio di Cosenza torna con un messaggio che lega il patrimonio della cultura antica alle inquietudini del presente. Venerdì 27 marzo, dalle 18 alle 24, il liceo classico “B. Telesio” parteciperà alla dodicesima edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico, aprendo le sue porte alla cittadinanza insieme a oltre 350 licei italiani. Il filo conduttore scelto dalla scuola cosentina è racchiuso nel titolo “Sum, ergo vivo. Riscoprire l’umanità nel mondo moderno”, una proposta che invita a riflettere sul significato dell’essere umani in un tempo segnato da conflitti, fratture sociali e accelerazione tecnologica.
L’iniziativa punta a trasformare una ricorrenza culturale in un momento di confronto più ampio, capace di mettere in dialogo studenti, docenti e pubblico attorno alle domande più urgenti del presente. A spiegare il senso dell’evento è la professoressa Daniela Filice, referente della manifestazione per il Liceo Telesio. «Vogliamo che questa notte non sia solo una celebrazione accademica, ma un momento di profonda riflessione collettiva. Il tema nazionale, “Homo sum…”, ci invita a interrogarci su cosa significhi essere umani oggi. Abbiamo scelto di declinarlo con il titolo “SUM, ERGO VIVO. Riscoprire l’Umanità nel mondo moderno proprio per riaffermare l’essere come fondamento della vita e della consapevolezza, in un mondo che spesso ci riduce a semplici consumatori o dati».
Al centro della serata c’è il celebre verso di Terenzio, «Homo sum, humani nihil a me alienum puto», richiamato come chiave di lettura dell’intero programma. Un’espressione che, secondo la scuola, conserva ancora oggi una forza intatta e parla direttamente a una società che rischia di smarrire empatia e capacità di riconoscersi nell’altro. «Queste parole, antiche ma cariche di una forza intatta, risuonano come un antidoto all’indifferenza, una delle piaghe più profonde della nostra società», sottolinea ancora Filice. «Non basta riconoscerci come esseri umani; dobbiamo accogliere pienamente ciò che l’umanità comporta: le nostre fragilità, gli errori, le passioni, le paure. Essere umani è una conquista quotidiana, una scelta etica di comprensione e partecipazione».
Il programma della Notte dei Classici al Telesio si svilupperà attraverso eventi e rappresentazioni, letture animate, concerti, performance, mostre fotografiche e degustazioni ispirate al mondo antico. Saranno gli studenti a guidare il pubblico in un percorso che intreccia la lezione dei classici con le domande del presente, mettendo in relazione la tragedia greca, la filosofia latina e i nodi della contemporaneità. Tra i riferimenti evocati ci sono l’Edipo di Sofocle, con la sua riflessione sui limiti umani, e il pensiero di Seneca, richiamato come invito a coltivare l’interiorità contro il caos e la violenza del mondo.
Il senso più profondo dell’iniziativa sta proprio in questo confronto tra passato e presente. Per la referente dell’evento, i classici restano una risorsa concreta per leggere il nostro tempo, soprattutto mentre il progresso tecnologico amplia possibilità e rischi. «Oggi, mentre il progresso tecnologico – dall’intelligenza artificiale alla manipolazione genetica – amplifica le nostre possibilità, ci espone anche al rischio di perdere il senso del limite», riflette Daniela Filice. «In una società dominata dalla performance, la dimensione umana rischia di soccombere. I classici ci insegnano a preservare ciò che non è misurabile: l’empatia, la solidarietà, la capacità di ascolto. L’umanità non è un dato acquisito, ma relazione, un legame prezioso che va custodito».
La serata, dunque, non si propone come semplice rievocazione scolastica, ma come occasione per interrogarsi sulla direzione che la società sta prendendo e sul contributo che la cultura può offrire per mantenerne saldo il senso umano. Il Liceo Telesio affida proprio ai classici il compito di riportare al centro parole, pensiero e consapevolezza, in una dimensione condivisa e aperta alla città.
«I classici non sono reliquie, ma voci vive, capaci di orientarci nel mondo», conclude Filice. «Partecipare a questa serata significa riscoprire insieme il senso profondo dell’essere umani, tra passato e presente, parola e pensiero. Perché solo condividendo cultura e umanità possiamo davvero riconoscerci negli altri, superando divisioni e costruendo un futuro autenticamente umano».