Oltre 700 studenti al Cinema Citrigno per “40 Secondi”: la lezione silenziosa di un film che parla ai ragazzi
La proiezione del film di Vincenzo Alfieri e il dialogo con l’attore Francesco Di Leva hanno trasformato una mattina di festival in un momento di educazione civica emozionale dedicato alla memoria di Willy Monteiro Duarte
Oltre 700 studenti hanno riempito ieri mattina il Cinema Citrigno di Cosenza, nell’ambito della dodicesima edizione de “La Primavera del Cinema Italiano”, per la proiezione di “40 Secondi”, del regista Vincenzo Alfieri. Una pellicola pensata soprattutto per i giovani e che ha toccato realmente il cuore di tutti coloro che hanno seguito la visione del film in un silenzio carico di emozione.
Al termine della proiezione, gli studenti degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado di Cosenza e provincia hanno incontrato l’attore Francesco Di Leva, che ha dialogato con i ragazzi partendo dal senso più profondo del film, ispirato alla tragica vicenda di Willy Monteiro Duarte, morto a soli 21 anni nel tentativo di difendere un amico in difficoltà.
“È bello vedere questo silenzio in sala – ha sottolineato l’attore Di Leva – è importante che i giovani vedano questo film perché il regista Vincenzo Alfieri ha scelto di raccontare questa storia stando dalla parte dei ragazzi, entrando negli aspetti più veri e sinceri della comunità giovanile. Guardando il film da spettatore, prima ancora che da attore, mi sono reso conto che quel lessico, quel modo di rapportarsi, oggi è ormai intrinseco nei giovani. Ed è proprio da lì che dobbiamo iniziare a lavorare”.
Era il 6 settembre del 2020. Il regista ripercorre le 24 ore che hanno preceduto l’aggressione a Colleferro, in cui Willy perse la vita in meno di un minuto: è una storia che diventa occasione di riflessione sulla violenza, sul coraggio, sulle conseguenze di ogni gesto che compiamo e sul valore salvifico di avere un sogno da coltivare fin da ragazzi. Da attore ma anche da padre, Di Leva ha raccontato il forte coinvolgimento emotivo vissuto sul set, a stretto contatto con la famiglia di Willy: “Sapevamo di mettere le mani nella vita di una famiglia devastata dal dolore. Ci sono state scene in cui si è annullata la parte attoriale: ci siamo dovuti fermare, abbracciarci, piangere. Stavamo raccontando un sogno spezzato”.
Il regista ha volutamente evitato di mostrare la violenza fisica per concentrarsi sul linguaggio, sull’esasperazione dei toni, sulle parole, sui comportamenti che possono degenerare. “Dobbiamo imparare ad abbassare i toni – ha detto – perché questa esasperazione va fermata”. Nel dialogo con gli studenti, l’attore ha condiviso anche il proprio percorso personale, ricordando come una professoressa lo abbia avvicinato al teatro.
“Avevo un sogno, tra i tanti, e oggi è realtà: 17 anni fa sono andato in una scuola abbandonata, dove io andavo a scuola, e insieme ad altri artisti abbiamo fin da subito immaginato di creare un teatro: oggi si chiama Nest-Napoli Est Teatro ed è frequentato da oltre 160 ragazzi come alternativa concreta alla strada. Un esempio di come la cultura possa diventare strumento di cambiamento e riscatto”.
Il festival, ideato dal presidente Anec Giuseppe Citrigno e sostenuto dalla Calabria Film Commission nell’ambito del progetto “Bella come il Cinema”, proseguirà oggi, martedì 10 febbraio, con la “Sezione Cortometraggi in concorso”. A partire dalle ore 18.00 saranno proiettati i quattro cortometraggi selezionati dalla Fice (Federazione italiana Cinema d’essai), vincitori di festival e rassegne nazionali e internazionali: “De l’amour perdu” di Lorenzo Quagliozzi, “Foto di gruppo” di Tommaso Frangini, “Fuori dall’acqua” di Angela Bevilacqua, “The Meatseller” di Margherita Giusti. A seguire la proiezione dei cortometraggi sostenuti dalla Calabria Film Commission: “U Figghiu” di Saverio Tavano, “Bellafronte” di Andrea Valentino e Rosario D’Angelo. In serata, alle ore 20.00, l’evento speciale “Il cinema incontra il teatro”, organizzato in collaborazione con l’associazione di cultura cinematografica “Falso Movimento”.
Al Cinema Citrigno di Cosenza l’incontro con il regista e attore di cinema e teatro, Pippo Delbono, vincitore del Premio Ubu alla carriera. L’occasione è la presentazione del suo ultimo documentario, “Bobò: la voce del silenzio”: racconta la storia straordinaria di Vincenzo Cannavacciuolo, in arte Bobò, uomo sordomuto, analfabeta e microcefalo che ha vissuto per 46 anni nel manicomio di Aversa. La sua esistenza prende una svolta inaspettata nel 1995, quando Pippo Delbono lo incontra durante una visita nella struttura e ne rimane profondamente colpito. Da quel momento nasce un legame umano e artistico che cambierà per sempre le loro vite. A dialogare con Pippo Delbono la presidente dell’associazione culturale “Fata Morgana”, Loredana Ciliberto.
Entra nel vivo questa dodicesima edizione de “La Primavera del Cinema Italiano-Premio Federico II”. Grande attesa per l’arrivo dell’attore Paolo Calabresi che mercoledì 11 febbraio, alle ore 20.00, sarà presente al Cinema San Nicola di Cosenza, protagonista della commedia “Prendiamoci una pausa” di Christian Marazziti. Il 12 febbraio, al Cinema Citrigno, sarà presente il regista Marco Risi con “Fortapàsc” che rievoca la figura del giovane giornalista Giancarlo Siani a quarant’anni dall’assassinio per mano della camorra.