Rende rende omaggio a Tonino Sicoli: al Museo del Presente un viaggio nell’arte italiana del Novecento
Dal 17 giugno la mostra “Tra Rivoluzione e Ritorno”, curata da Roberto Sottile, ripercorre le tensioni artistiche tra astrattismo e realismo attraverso grandi protagonisti del Novecento
Un omaggio alla memoria di Tonino Sicoli e, allo stesso tempo, una grande ricognizione sull’arte italiana del Novecento attraversata da guerre, avanguardie, crisi ideologiche e nuove sperimentazioni. Si inaugurerà mercoledì 17 giugno alle ore 18:30, al Museo del Presente, la mostra “Omaggio a Tonino Sicoli. Tra Rivoluzione e Ritorno. L’arte italiana dalla svolta degli anni Venti alla dialettica tra Astrattismo e Realismo”, curata da Roberto Sottile.
L’iniziativa è promossa dall’Amministrazione comunale di Rende guidata dal sindaco Sandro Principe e nasce come tributo al critico e storico dell’arte scomparso nel 2021, figura centrale nella costruzione dell’identità culturale del Museo del Presente.
La mostra intende ricordarne «il rigore scientifico, l’impegno culturale e il fondamentale contributo alla valorizzazione dell’arte moderna e contemporanea», proseguendo idealmente il percorso di ricerca che Sicoli aveva sviluppato negli anni attraverso importanti esposizioni dedicate al Novecento italiano.
Il progetto espositivo si concentra infatti su un periodo cruciale della storia artistica italiana: dagli anni Venti fino alla fine degli anni Sessanta, attraversando le tensioni tra avanguardia e ritorno alla figurazione, astrattismo e realismo, memoria e sperimentazione.
Un percorso che prova a raccontare un Novecento «non lineare», segnato da fratture storiche, sovrapposizioni e linguaggi in continua trasformazione.
La mostra richiama idealmente due storiche rassegne curate proprio da Tonino Sicoli per il Museo del Presente: “Il Primo Novecento e il ritorno all’ordine” e “Il Secondo Novecento”.
In esposizione opere di alcuni tra i più significativi artisti italiani del secolo scorso: da Bruno Munari a Gino Severini, passando per Luigi Russolo, Giulio Turcato, Mattia Moreni, Dadamaino e Gianni Dova.
Accanto ai grandi nomi storici trovano spazio anche artisti che hanno attraversato il rapporto tra forma, materia e memoria storica in anni dominati dalle trasformazioni politiche e culturali del dopoguerra. Il cuore teorico della mostra è proprio la dialettica tra “rivoluzione” e “ritorno”: da una parte la spinta delle avanguardie e delle ricerche astratte, dall’altra il recupero critico della figura, del corpo e della realtà. Un confronto che, secondo il progetto curatoriale, racconta un’epoca in cui l’arte diventa luogo di resistenza simbolica, capace di tenere insieme «trauma e possibilità, distruzione e ricostruzione».
Nel percorso espositivo emerge così un Novecento italiano frammentato e plurale, nel quale gli artisti non inseguono un’unica idea di modernità, ma costruiscono linguaggi differenti e spesso contraddittori.
La mostra rappresenta anche un nuovo tassello nella strategia culturale del Museo del Presente, che negli anni ha consolidato il proprio ruolo come uno dei principali spazi espositivi dedicati all’arte contemporanea in Calabria.