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16/02/2026 ore 11.14
Cultura

Rovito InCanto, al via la seconda edizione: cinque serate tra jazz, omaggi, chitarre e lirica

Dal 15 febbraio al 21 maggio torna il Festival Rovito InCanto. In cartellone jazz contemporaneo, tributi a Pino Daniele, chitarra classica e flamenco, sperimentazione vocale e l’opera buffa di Pergolesi

di Redazione

Domenica 15 febbraio si alzerà il sipario sulla seconda edizione del Festival Rovito InCanto, rassegna che lo scorso anno ha registrato il tutto esaurito e che torna con un cartellone articolato in cinque serate.

La kermesse, diretta da Rosa Mazzei e fortemente sostenuta dal vicesindaco Elena Guzzo e dal sindaco Giuseppe De Santis, conferma l’obiettivo di coniugare qualità artistica e radicamento territoriale, ospitando musicisti, cantanti e attori in un percorso che attraversa generi e linguaggi differenti.

Ad aprire la stagione sarà “Veronica Parrilla & Carlo Maria Manna Quartet”. Il gruppo, nato dall’incontro di giovani musicisti calabresi, propone il progetto originale “Above All”, frutto di un dialogo tra generi e stili. In scaletta composizioni inedite dal taglio innovativo si alternano a standard jazz selezionati con cura.

Il quartetto lavora su una rilettura personale del patrimonio jazzistico, mettendo in evidenza la ricchezza espressiva del genere attraverso un equilibrio tra atmosfere modali e tonali, armonie cromatiche e orchestrazioni che fondono melodia, ritmo e struttura in un unico organismo sonoro.

La formazione è composta da Veronica Parrilla (voce, composizioni e testi), Carlo Maria Manna (pianoforte e composizioni), Giuseppe Gugliotta (basso elettrico) e Francesco Borrelli (batteria).

L’8 marzo sarà la volta di “Tutta N’ata Storia”, omaggio musicale a Pino Daniele. Lo spettacolo ripercorre l’universo poetico e sonoro dell’artista napoletano attraverso un ensemble completo di pianoforte, basso, batteria, chitarre, sax e percussioni.

In scena Gianluca Paciola (voce), Diego Altomare (pianoforte e tastiere), Antonio Castrovillari e Ivan Volpentesta (chitarre), Francesco Tiesi (percussioni e sax) e Michele Orlando (direzione e basso). Un viaggio nell’anima musicale di Pino Daniele, tra blues mediterraneo e canzone d’autore.

Il 19 aprile sarà protagonista il Brutium Guitar Trio con lo spettacolo “Dal Classico al Flamenco”. Il gruppo da camera, formato dai chitarristi Claudio Mazzei, Roberto Longo e Davide Frontera, sarà affiancato dalla voce del mezzosoprano argentino Teresa Musacchio.

La narrazione sarà affidata all’attore cosentino Pasquale Anselmo, doppiatore ufficiale di Nicolas Cage. Il programma spazierà dal repertorio italiano – con brani di Rossini e Gragnani – a quello spagnolo e sudamericano, con musiche di Albéniz, García, Obradors e Granados. Alcuni brani saranno eseguiti con l’ausilio delle nacchere, sottolineando l’intreccio tra tradizione colta e suggestioni popolari.

Maggio vedrà due appuntamenti conclusivi. Il 3 maggio il teatro ospiterà l’artista internazionale Albert Hera con “Soundteller”, concerto interamente dedicato al canto e all’improvvisazione.

Ispirato alla figura del griot africano, Hera si presenta come narratore contemporaneo del suono. Attraverso l’uso della loopstation RC505 e della sola voce, costruisce in tempo reale tessiture che attraversano musica classica, jazz, blues, world music ed elettronica. Ogni esecuzione diventa un atto irripetibile, in cui la voce si moltiplica fino a trasformarsi in orchestra.

Il festival si chiuderà giovedì 21 maggio con la lirica: in scena “La serva padrona” di Giovanni Battista Pergolesi. L’opera buffa mette in scena un intreccio di potere, denaro, seduzione e convenzioni sociali che, a distanza di tre secoli, conserva intatta la sua attualità.

Nel ruolo di Uberto sarà Alessandro Scanderbeg; Rosina sarà interpretata da Rosaria Buscemi; Gabriella Spadafora vestirà i panni del servo muto Vespone. L’accompagnamento musicale al pianoforte sarà affidato ad Andrea Bauleo.

Con una proposta che attraversa jazz, canzone d’autore, repertorio classico, sperimentazione vocale e opera buffa, la seconda edizione di Rovito InCanto si presenta come un progetto culturale coerente, capace di mettere in dialogo tradizione e ricerca e di consolidare il teatro come luogo di incontro e produzione artistica.