✕
Sezioni
29/09/2026 ore 15.04
Cultura

Santa Sofia d’Epiro, “Trame di Luce” chiude il suo percorso: arte, memoria e giovani custodi del borgo

Dal progetto Ylberi 2025 ai laboratori del 2026, il programma ha intrecciato street art, cultura arbëreshe, ambiente, gastronomia, memoria contadina e attività educative

di Alessia Principe

Si è concluso l’11 maggio 2026, con l’evento “Il mio Museo – Giovani Custodi di Meraviglia”, il progetto “Trame di Luce – Segni d’arte nel borgo”, promosso dal Comune di Santa Sofia d’Epiro e coordinato da Roka Produzioni, con la direzione creativa di Roberto Cannizzaro.

Un percorso sviluppato tra il 2025 e il 2026 che ha messo in relazione arte contemporanea, identità arbëreshe, patrimonio museale, ambiente, tradizioni, scuola e comunità, con l’obiettivo di trasformare il patrimonio locale in una risorsa da vivere, conoscere e tramandare.

Da Ylberi 2025 al museo diffuso

La prima parte del progetto ha preso forma con YLBERI 2025, realizzato a Santa Sofia d’Epiro dal 24 al 29 luglio 2025.

L’iniziativa ha portato nel borgo un intervento di arte urbana contemporanea, con la realizzazione di due murales permanenti firmati dagli artisti Etsom, italiano, e Taxis, proveniente dalla Grecia.

L’opera di Etsom ha raccontato il gemellaggio tra Santa Sofia d’Epiro e Diamante, trasformandolo in un ponte simbolico tra due comunità accomunate dalla valorizzazione della cultura e dell’arte pubblica.

Il lavoro di Taxis è stato invece dedicato al tema della sicurezza sul lavoro, con una riflessione sui valori della prevenzione, della responsabilità e della tutela della dignità dei lavoratori.

Talk, workshop, tour urbani, incontri con gli artisti e attività musicali hanno accompagnato il programma, contribuendo alla costruzione di un vero e proprio museo diffuso a cielo aperto.

Nel 2026 il progetto entra nella scuola e nel museo

La seconda fase si è sviluppata tra aprile e maggio 2026 attraverso laboratori e attività educative rivolte soprattutto ai più giovani.

Il programma ha coinvolto gli studenti in percorsi dedicati all’abito tradizionale arbëreshë, all’ambiente, alla cultura gastronomica, alla memoria contadina, alle Vallje e alla conoscenza del patrimonio museale. Il 13 aprile si è svolto il Laboratorio sull’Abito Arbëresh, con attività di disegno e approfondimento sui colori, le decorazioni e i significati simbolici del costume tradizionale. Il 15 aprile è stata invece la volta del Laboratorio di Educazione Ambientale, realizzato in collaborazione con Amici della Terra Italia, ente gestore delle Riserve Naturali Regionali del Lago di Tarsia e della Foce del Crati.

Gastronomia, memoria e tradizioni

Il 18 aprile il progetto ha accompagnato l’inaugurazione del Museo con un’attività dedicata alla preparazione del “collaccio”, dolce tradizionale del matrimonio sofiota.

La gastronomia è diventata così strumento di racconto della cultura materiale e della memoria collettiva. Il 20 aprile il Laboratorio di Narrazione Contadina ha riportato al centro storie, pratiche, usanze e testimonianze legate alla civiltà rurale, in un dialogo tra generazioni.

Le Vallje e il “Costume Vivente”

Il 10 maggio, in occasione delle Vallje, il progetto ha riportato il patrimonio museale nella vita della comunità attraverso “Costume Vivente”.

Il costume arbëreshë è diventato così non soltanto un oggetto da osservare, ma un elemento vivo di partecipazione, danza, ritualità e appartenenza.

I giovani diventano custodi del patrimonio

L’11 maggio è arrivato il momento conclusivo con “Il mio Museo – Giovani Custodi di Meraviglia”.

La giornata ha rappresentato il passaggio simbolico dell’intero percorso alle nuove generazioni.

Gli studenti sono stati coinvolti non più soltanto come visitatori, ma come custodi consapevoli di un patrimonio da conoscere, proteggere, raccontare e trasmettere.

L’iniziativa conclusiva ha visto la collaborazione del sindaco di Santa Sofia d’Epiro Daniele Sisca, della dirigente dell’Istituto Omnicomprensivo di San Demetrio Corone Concetta Smeriglio, della consigliera alla Cultura Maria Teresa Conte e dell’Associazione Amici della Terra Italia.

Un’eredità che resta nel borgo

Con la conclusione del progetto restano due opere permanenti nello spazio urbano e un percorso educativo e culturale che ha provato a tenere insieme linguaggi differenti.

Street art, patrimonio museale, costume tradizionale, ambiente, gastronomia, memoria contadina, danza e scuola sono stati ricondotti a un unico racconto, con al centro la cultura arbëreshe e il coinvolgimento diretto della comunità.

L’intero percorso è stato coordinato da Roka Produzioni, con la direzione creativa di Roberto Cannizzaro e la direzione organizzativa di Katia Cannizzaro.

La chiusura con “Giovani Custodi di Meraviglia” ha sintetizzato il senso del progetto: partire dalle tracce lasciate nel borgo, attraversare memoria e tradizioni e consegnarle ai ragazzi perché possano diventare i nuovi custodi della comunità.

Conoscere per custodire. Custodire per tramandare.

“Trame di Luce – Segni d’arte nel borgo” è stato finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito dell’Azione 6.8.3 del POC 2014/2020 – Avviso Pubblico “Sostegno e Promozione Turistica e Culturale”.