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09/06/2026 ore 15.33
Cultura

Mendicino, Scuola dei Classici entra nel vivo con Pippo Franco e Monte Cocuzzo

Il 12 e 13 giugno teatro, trekking urbano, memoria serica e osservazioni astronomiche tra borgo, montagna e cielo stellato

di Redazione

La Scuola dei Classici 2026 entra nel cuore della sua programmazione e trasforma Mendicino in un grande palcoscenico diffuso, dove il teatro incontra la memoria dei luoghi, la montagna dialoga con il mare e il cielo stellato diventa parte del racconto. Il 12 e 13 giugno la rassegna vivrà uno dei momenti più attesi, con un percorso che unirà borgo, storia, tradizioni, natura e osservazioni astronomiche.

Promossa dalla compagnia Porta Cenere, con la direzione artistica di Nat Filice e Mario Massaro, il patrocinio della Città di Mendicino e il cofinanziamento della Regione Calabria attraverso il Dipartimento “La Calabria che incanta”, la manifestazione conferma la propria identità di progetto culturale capace di reinterpretare il patrimonio locale attraverso linguaggi contemporanei.

Non sarà soltanto una rassegna di appuntamenti, ma un’esperienza immersiva. Le strade, le piazze, i palazzi storici, i sentieri, i boschi e il cielo di Mendicino diventeranno parti di una narrazione collettiva che coinvolgerà artisti, studenti, cittadini e visitatori.

Tra cielo e pietra, il borgo diventa racconto

Tra gli appuntamenti centrali della rassegna c’è “Tra cielo e pietra”, in programma venerdì 12 giugno. Il ritrovo è fissato alle 16.30 in Piazza Municipio, da dove partirà un trekking urbano guidato da Francesco La Carbonara. Il centro storico diventerà così una pagina aperta da attraversare passo dopo passo, tra strade acciottolate, antiche abitazioni e punti panoramici capaci di raccontare l’evoluzione della comunità mendicinese.

Una delle tappe più significative sarà il Museo della Seta, ospitato nelle storiche Filande di Fiore ed Eugenio Gaudio. Qui i visitatori potranno riscoprire uno dei capitoli più importanti della storia economica e sociale del territorio, osservando strumenti, tecniche e processi legati alla lavorazione della seta.

Il percorso si collegherà idealmente anche al MUSA – Museo Urbano della Seta all’Aperto, che ha trasformato il borgo in una galleria d’arte contemporanea. Murales e installazioni firmati da artisti come NeSpoon, Attorrep e Claudio Morne reinterpretano la tradizione serica con linguaggi moderni, creando un dialogo tra passato e presente. Dal 2025 il progetto si è arricchito anche con opere dedicate alla cultura della panificazione, altra espressione identitaria della storia locale.

Dal Museo della Seta alla Torre dell’Orologio

L’itinerario attraverserà alcuni dei luoghi più rappresentativi del centro storico, tra cui Palazzo Del Gaudio Campagna, dimora edificata tra il 1780 e il 1784 e poi ampliata dalla famiglia Campagna. Le sue architetture restituiscono il segno di una stagione di fermento culturale e civile, legata anche alla figura di Giuseppe Campagna, poeta, intellettuale e presidente dell’Accademia Pontaniana di Napoli.

Lo sguardo si sposterà poi verso il Rione Castello, dominato dalla Torre dell’Orologio, progettata nel 1907 dall’ingegnere Pietro Oliverio. Da questo punto si potrà rievocare la presenza dell’antico castello medievale che un tempo vigilava sul borgo, tramandato anche attraverso le rappresentazioni del pittore prussiano Franz Ludwig Catel.

Pippo Franco all’Anfiteatro Catalano

Alle 20.30, la scena si sposterà all’Anfiteatro Catalano con uno degli eventi più attesi della manifestazione. Pippo Franco porterà in scena “Il Grande Viaggio – Il Suono e la Parola”, spettacolo che intreccia comicità, riflessione, arte e ricerca di senso.

La rappresentazione supera i confini del semplice intrattenimento e diventa un viaggio sulla percezione della realtà, sull’esistenza e sul significato profondo dell’arte. Attraverso il linguaggio dell’ironia, l’artista accompagna il pubblico in un percorso capace di divertire, emozionare e stimolare domande, confermando il teatro come spazio di conoscenza e crescita collettiva.

Al termine dello spettacolo, dalle 22.00, nei pressi della Torre dell’Orologio, prenderà il via l’osservazione astronomica guidata da Carmelo Primiceri del Gruppo Astrofili “Giovan Battista Amico”. Le costellazioni diventeranno protagoniste di un racconto millenario, in un momento pensato per riscoprire il legame tra l’uomo, il cielo e la dimensione più profonda dell’universo.

Monte Cocuzzo, la montagna che guarda il mare

Sabato 13 giugno la Scuola dei Classici 2026 porterà il pubblico verso uno dei luoghi più spettacolari della Calabria tirrenica con “Monte Cocuzzo: la montagna che guarda il mare”. Il primo ritrovo è previsto alle 15.30 in Piazza Municipio, mentre il secondo appuntamento sarà alle 16.30 presso il Casellone Forestale di Monte Cocuzzo, costruito negli anni Trenta durante le grandi opere di riforestazione del territorio.

L’escursione partirà alle 17.00 e attraverserà una rigogliosa pineta di pino laricio, per poi inoltrarsi in una faggeta che accompagnerà i partecipanti verso le quote più alte. Salendo, il paesaggio si aprirà progressivamente sulla Catena Costiera, sui Monti dell’Orsomarso, sulla Valle del Crati, sull’altopiano silano e sul versante tirrenico.

La vetta di Monte Cocuzzo, a 1.541 metri di altitudine, offrirà uno dei panorami più intensi dell’Italia meridionale. Nelle giornate più limpide lo sguardo può spingersi fino allo Stromboli e alle Isole Eolie, sospese all’orizzonte tra cielo e mare.

Quando il sole inizierà a scendere sul Tirreno, la montagna diventerà il teatro naturale di un tramonto suggestivo. Alle 21.00, ancora con la guida dell’astrofilo Carmelo Primiceri, i partecipanti potranno osservare stelle, pianeti e costellazioni da uno dei punti più favorevoli dell’area, lontano dall’inquinamento luminoso e immersi nel silenzio della montagna.