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30/07/2026 ore 12.27
Cultura

Una mattina gloriosa, a Cosenza la presentazione del libro di Antonio Monda

Appuntamento speciale della rassegna Libri in Comune con lo scrittore trapiantato a New York intervistato nell’occasione dal fratello Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano

di Salvatore Bruno

A rendere speciale l’ultimo appuntamento di Libri in Comune, la rassegna culturale dell’amministrazione di Palazzo dei Bruzi ideata e curata da Antonietta Cozza, è stata la contemporanea partecipazione, nel salone di rappresentanza della sede municipale, non solo dello scrittore Antonio Monda, che ha presentato Una mattina gloriosa, edito da Mondadori, ultimo capitolo della sua decalogia dedicata a New York, ma anche del fratello Andrea Monda, giornalista e direttore dal 2018 dell’Osservatore Romano. Nipoti dell’indimenticato ministro Riccardo Misasi, entrambi sono profondamente legati alla città di Cosenza.

Aspettando il Titanic

"Una mattina gloriosa”, ambientato nell’aprile del 1912, prende le mosse dall’attesa, al molo 59 del porto della metropoli, dell’arrivo del Titanic, il più grande transatlantico mai costruito, simbolo universale di un progresso scientifico e tecnologico che promette di non avere limiti. A condurre l’iniziativa è stato il sindaco Franz Caruso, che ha espresso orgoglio e soddisfazione per il ritorno a Palazzo dei Bruzi dello scrittore, «illustre conterraneo, concittadino e italiano nel mondo. La presenza anche di Andrea Monda – ha sottolineato il primo cittadino – è un’occasione più unica che rara regalata alla città cui è stato riservato un vero e proprio privilegio ,con in più la possibilità di addentrarci in questo ultimo lavoro che suggella il ciclo narrativo dedicato alla città di New York e alla storia americana».

Affresco della Grande Mela

Rispettando una felice consuetudine, l’abbrivio alla presentazione lo ha dato il magistrato Biagio Politano cui è stato affidato il compito di fornire la chiave di lettura del libro. Un capitolo, quello raccontato in “Una mattina gloriosa” che oltre ad essere la summa di un percorso, Politano ha definito «un libro compiuto ed insieme una storia corale ed un affresco straordinario che è la sintesi mirabile di tutti i nove precedenti volumi dedicati a New York nei quali sono disseminate tutte le tracce già presenti nei capitoli pregressi: il potere, le fake news, l’omicidio, la fede, le radici, quelle giudaico-cristiane e via di questo passo». Per Biagio Politano, «il romanzo di Monda è un bellissimo racconto di New York e del campionario di umanità varia che la popola, perché New York è il mondo, dove è presente un coacervo di culture. Ma il libro è anche il pretesto per raccontare l’uomo e le donne. È il racconto – ha aggiunto il magistrato – di tutte le persone che si affollano attorno al molo 59. La telecamera si muove, inquadra i singoli e ad un certo punto esplode, come esplode il romanzo».

Monda intervista Monda

Il dibattito attorno al libro conosce un suo momento di svolta quando entra in scena Andrea Monda, fratello dello scrittore e direttore dell’Osservatore Romano che utilizza subito il registro ironico per entrare nella parte ed offrire al pubblico, in un piacevole ribaltamento dei ruoli, l’occasione di assistere ad una sorta di «sana e piacevole inquisizione familiare. Siamo distanti geograficamente - esordisce Andrea Monda - c’è un Oceano che ci divide. Il mio datore di lavoro, Papa Leone, è americano, però è un americano molto distante dal presidente di Antonio che in realtà ha due presidenti. Uno è Sergio Mattarella che salutiamo sempre con il dovuto rispetto e ammirazione, l’altro sapete chi è. Ma hai un solo Papa» sottolinea rivolgendosi al fratello sul quale aggiunge che «ha scritto questo romanzo negli ultimi mesi. Antonio non è un uomo del 1912, ma è un uomo del 2026 che vive tutta la tensione e la drammaticità di questo momento e va ad attingere alla storia e all’esperienza dei nostri antenati per capire un po' meglio il presente. Il 1912 è un crocevia della storia. Due anni dopo, infatti, scoppia il primo conflitto mondiale».

L’ultima fotografia prima dell’affondamento

Nel corso del suo intervento l’autore, Antonio Monda, tra l’altro rivela un inedito retroscena sulla fotografia che campeggia sulla copertina del suo libro. «È una fotografia autentica ed è l’ultima foto del Titanic. C’è una storia straordinaria attorno a questa foto, scattata da un sacerdote gesuita che si chiamava Francis Brown, un fotografo dilettante che si imbarcò sul Titanic a Southampton e che, prima di fare la traversata, face tappa in Irlanda. Una volta in Irlanda il padre provinciale del suo ordine gli mandò un fonogramma con l’intimazione di scendere subito dalla nave perché la sua missione era un’altra. Malinconicamente abbandonò il Titanic e prima che la nave si allontanasse scattò questa foto in cui è racchiuso tutto il libro». Alla fine il Sindaco Franz Caruso ha consegnato ad Antonio e Andrea Monda il sigillo della città di Cosenza.