Sezioni
11/03/2026 ore 16.15
Cultura

Unical, “E voi chi dite che io sia?”: incontro CLU il 12 marzo sul libro di don Giussani

Giovedì alle 18 in aula C1 (ex CF3), cubo 32C: dialogo tra i docenti Alessandro Papa e Marcello Tempesta e la dottoranda Maida Voto su “All’origine della pretesa cristiana”

di Redazione

Giovedì 12 marzo alle ore 18, nell’aula C1 (ex CF3) del cubo 32C (quarto piano, ponte coperto) dell’Università della Calabria, la comunità di Comunione e Liberazione Universitari (CLU) di Cosenza organizza l’incontro dal titolo “E voi chi dite che io sia?”.

L’appuntamento, coordinato dallo studente Paolo Mazzei, sarà un dialogo tra Alessandro Papa (Dipartimento di Fisica dell’Unical), Marcello Tempesta (Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università del Salento) e la dott.ssa Maida Voto, dottoranda del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Unical. Al centro, il libro “All’origine della pretesa cristiana” di don Luigi Giussani.

L’intento dichiarato è rileggere le tesi del testo non come un reperto del passato, ma come uno spunto per un confronto vivo e critico tra sensibilità diverse, mettendo alla prova la capacità del libro di parlare alle domande del presente e alla ricerca di senso del mondo contemporaneo. Nel volume – indicato come secondo del percorso dopo “Il senso religioso” e prima di “Perché la Chiesa” – Giussani invita a verificare la pertinenza della “pretesa” cristiana alle esigenze del cuore umano, puntando sul metodo dell’incontro: così come i primi discepoli furono colpiti dalla presenza di Gesù, oggi la proposta cristiana viene presentata come ipotesi di lavoro per la ragione. Tra i temi richiamati ci sono rivelazione, valore dei segni e “certezza morale” come strumento di conoscenza.

Nel testo di presentazione, Luigi Giussani (1922-2005) viene ricordato come sacerdote e fondatore di Comunione e Liberazione, ma soprattutto come educatore del Novecento italiano: per anni docente di Introduzione alla Teologia all’Università Cattolica di Milano, avrebbe insistito su una fede intesa non come sovrastruttura sentimentale, ma come implicazione della ragione umana, con un metodo basato sulla “verifica dell’esperienza”.