“Voci di Legalità” riporta al centro il caso Losardo: a Cosenza il docufilm di Giulia Zanfino
L’8 giugno al Cinema Teatro Tieri la proiezione del documentario “Chi ha ucciso Giovanni Losardo?”. Franz Caruso: «La memoria deve diventare coscienza collettiva e ricerca della verità»
«La memoria non può essere un esercizio rituale né un semplice omaggio al passato. Deve diventare coscienza collettiva, ricerca della verità e impegno quotidiano contro ogni forma di criminalità». Con queste parole il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, presenta il nuovo appuntamento del Festival “Voci di Legalità”, promosso dal Comune e dedicato alle pagine più significative e dolorose della storia calabrese.
Dopo l’iniziativa dedicata a Peppe Valarioti, vittima del primo omicidio politico-mafioso riconosciuto in Calabria, il festival torna ad accendere i riflettori sul caso di Giovanni Losardo.
Lunedì 8 giugno, alle 19.30, al Cinema Teatro A. Tieri sarà infatti proiettato il docufilm “Chi ha ucciso Giovanni Losardo?”, scritto e diretto dalla giornalista e regista Giulia Zanfino, prodotto da Ugly Film e sostenuto da Calabria Film Commission.
«Abbiamo scelto di raccontare la storia di Giovanni Losardo – sottolinea Franz Caruso – perché fu un uomo delle istituzioni che ha pagato con la vita il coraggio delle proprie idee e il suo impegno per la legalità. Restituire dignità alla sua memoria significa riaffermare il valore della giustizia e il diritto delle comunità a conoscere la verità».
Prima della proiezione interverranno, oltre al sindaco, l’assessore al Welfare Veronica Buffone e la consigliera delegata alla Cultura Antonietta Cozza. Ad aprire il dibattito saranno la stessa Giulia Zanfino, il giornalista Arcangelo Badolati e il direttore della fotografia e produttore Mauro Nigro.
L’iniziativa punta a riportare l’attenzione pubblica sulla vicenda di Giovanni Losardo, segretario capo della Procura della Repubblica di Paola, assessore alla Pubblica Istruzione ed esponente del PCI di Cetraro, assassinato la sera del 21 giugno 1980 da un commando armato che esplose contro di lui quattro colpi di fucile.
Losardo morì il giorno successivo, a 54 anni, lasciando dietro di sé «una domanda ancora senza risposta e una ferita mai rimarginata nella coscienza democratica della Calabria».
A quarantacinque anni dall’omicidio non esiste ancora una verità giudiziaria definitiva. Una vicenda che continua a interrogare istituzioni e opinione pubblica e che, recentemente, ha conosciuto un nuovo sviluppo con la riapertura delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Paola guidata dal procuratore Domenico Fiordalisi.
Il docufilm di Giulia Zanfino ha contribuito a riportare il caso al centro del dibattito pubblico e investigativo, riaccendendo l’attenzione su uno dei più inquietanti delitti irrisolti della storia contemporanea calabrese.
Giovanni Losardo fu tra i primi a comprendere la pericolosità dell’espansione mafiosa sul Tirreno cosentino e l’evoluzione criminale del clan Muto. La sua attività politica e istituzionale si intrecciò con alcune delle principali battaglie civili del Mezzogiorno, dalle lotte contadine agli anni più complessi della Repubblica italiana.
«Una figura scomoda, libera e profondamente radicata nei valori della giustizia sociale e della partecipazione democratica», sottolineano gli organizzatori.
Con questo appuntamento il Festival “Voci di Legalità” conferma la propria missione culturale e civile: «dare voce alle storie dimenticate, rompere il muro del silenzio che per troppo tempo ha accompagnato vicende segnate dalla violenza mafiosa e promuovere una memoria attiva capace di trasformarsi in consapevolezza e responsabilità collettiva».
L’ingresso alla proiezione sarà gratuito.