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23/07/2026 ore 12.17
Economia e Lavoro

Amaco, Caldiero rinuncia ai Revisori: Usb chiede di sospendere licenziamenti e vendita

Il sindacato torna sulla sovrapposizione degli incarichi e reclama un tavolo urgente per tutelare 108 lavoratori e trasporto pubblico

di Redazione

La rinuncia di Fernando Caldiero alla presidenza del Collegio dei revisori dei conti del Comune di Cosenza rimuove la possibile sovrapposizione tra due incarichi, ma non chiude lo scontro politico e sindacale sul futuro di Amaco. L’Unione sindacale di base torna a chiedere trasparenza alle istituzioni e reclama la sospensione dei licenziamenti, della riduzione dei servizi e della vendita separata dei beni funzionali al trasporto pubblico locale.

Secondo l’Usb, la decisione di Caldiero confermerebbe l’esistenza di un problema di opportunità legato al contemporaneo ruolo di curatore della liquidazione giudiziale dell’ex municipalizzata. Il sindacato precisa di non voler esprimere un giudizio personale sul professionista, ma contesta al Comune di non aver valutato preventivamente l’intreccio tra le due funzioni.

Caldiero era stato eletto dal Consiglio comunale il 14 luglio con 20 voti. Il Comune era stato socio unico della stessa Amaco, oggi sottoposta a liquidazione giudiziale. Corriere della Calabria

Usb: «La rinuncia non cancella il problema»

«La rinuncia del dottor Fernando Caldiero alla presidenza del Collegio dei revisori dei conti del Comune di Cosenza conferma quanto Usb aveva già posto come tema politico e istituzionale: nella vicenda Amaco esisteva, quantomeno, un evidente problema di opportunità», sostiene il sindacato.

La scelta di non assumere l’incarico sarebbe stata motivata dalla volontà di evitare sovrapposizioni, strumentalizzazioni e possibili interferenze con la procedura riguardante l’azienda di trasporto.

Per l’organizzazione sindacale, tuttavia, resta ancora senza risposta una domanda: «Perché il Comune di Cosenza ha proceduto a quella nomina senza valutare preventivamente l’evidente intreccio istituzionale tra la funzione di curatore della liquidazione giudiziale Amaco e quella di presidente dell’organo di revisione contabile del Comune, già socio unico della stessa Amaco?».

La procedura per i 108 licenziamenti

La rinuncia arriva mentre la vertenza Amaco attraversa una fase decisiva. La procedura ha prospettato la cessazione dell’attività, il licenziamento collettivo dei 108 dipendenti, la riduzione dei servizi e la vendita dei beni aziendali. L’esercizio provvisorio dovrebbe terminare il 30 settembre. 

L’Usb critica anche il contenuto della comunicazione con cui è stato annunciato l’avvio della procedura. In particolare, il sindacato respinge ogni ricostruzione che possa attribuire alle organizzazioni dei lavoratori la responsabilità implicita del mancato perfezionamento della cessione del ramo dedicato al trasporto pubblico locale.

«Il sindacato non ha il compito di firmare qualsiasi accordo pur di agevolare una procedura. Ha il dovere di verificare che le garanzie siano certe, esigibili, non frammentate e non condizionate a futuri passaggi societari o amministrativi», afferma l’Usb.

L’organizzazione contesta inoltre il riferimento all’interesse della procedura e dei creditori a raggiungere un’intesa sindacale per evitare il costo del ticket di licenziamento. La tutela del ceto creditorio, osserva, rientra nei compiti della curatela ma non può diventare l’unico criterio utilizzato per decidere il destino di un servizio pubblico essenziale.

«Amaco è in liquidazione, il trasporto pubblico no»

Il punto centrale della posizione sindacale è la distinzione tra l’azienda sottoposta alla procedura giudiziale e il servizio di mobilità urbana che deve comunque essere garantito ai cittadini.

«Amaco è in liquidazione giudiziale. Il trasporto pubblico urbano di Cosenza no», sottolinea l’Usb. Secondo il sindacato, non possono essere considerati in liquidazione il diritto alla mobilità, le linee, le professionalità dei dipendenti, il deposito, l’officina, gli autobus e l’infrastruttura indispensabile per continuare a svolgere il servizio.

La comunicazione della curatela avrebbe richiamato interlocuzioni in corso con Cometra, Regione Calabria e Ferrovie della Calabria. Per l’Usb, l’esistenza di questi contatti dovrebbe indurre a sospendere ogni decisione capace di rendere irreversibile lo smantellamento dell’azienda.

Ferrovie della Calabria viene indicata come possibile protagonista di una soluzione pubblica o a regia pubblica, mentre Cometra potrebbe assumere un ruolo nella continuità delle linee già esercite da Amaco all’interno del sistema consortile del trasporto locale.

La richiesta di un tavolo istituzionale

L’Usb chiede l’apertura immediata di un confronto con Regione Calabria, Comune di Cosenza, Cometra, Ferrovie della Calabria, giudice delegato e Comitato dei creditori.

Il tavolo dovrebbe verificare le condizioni per garantire la continuità del servizio, il possibile coinvolgimento diretto o indiretto di Ferrovie della Calabria e gli strumenti utilizzabili per sospendere o evitare i licenziamenti. Dovrebbe inoltre individuare i mezzi e i beni indispensabili al trasporto pubblico, le modalità per il passaggio del personale al futuro gestore e un piano industriale per la mobilità dell’area urbana.

«Il curatore ha il compito di gestire la liquidazione giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di impedire che quella liquidazione diventi lo smantellamento del trasporto pubblico urbano», conclude l’Usb. «Amaco può cessare come società. Il servizio pubblico e la trasparenza istituzionale no».