Amaco, Carlomagno: «La proposta di Cometra? Serve trasparenza»
Alla vigilia del confronto decisivo sul futuro della municipalizzata, Rocco Carlomagno ripercorre tutte le tappe che hanno portato all’esclusione del Consorzio dalla gestione del trasporto pubblico cosentino, e si chiede: «Chi svolgerà materialmente il servizio?»
Sono giorni decisivi per la vertenza Amaco. È in programma per lunedì, infatti, nella sede dell’Azienda di Torrevecchia a Cosenza, l’attesa riunione tra Curatela fallimentare e sindacati, per valutare la proposta avanza da Cometra, che ha manifestato la volontà di assorbire tutto il personale in servizio presso la società municipalzzata di Cosenza, che ha lungamente gestito il trasporto pubblico in città.
Per consentire alla parti di esaminare il piano industriale approntato da Cometra. il Tribunale di Cosenza ha prorogato di dieci giorni la procedura di licenziamento, che era stata avviata nelle settimane scorse.
Come si ricorderà, i sindacati avevano respinto la proposta di acquisizione del ramo di azienda del trasporto pubblico di Amaco, presentata dal Consorzio autolinee Carlomagno, lamentando incertezze sul futuro occupazionale di una percentuale di lavoratori. Su quanto accaduto, e suoi possibili scenari abbiamo interpellato il presidente dello stesso Consorzio, Rocco Carlomagno.
Che giudizio dà della vicenda Amaco?
Rimane soprattutto un grande rammarico. Avevamo guardato ad Amaco non semplicemente come a un ramo d’azienda da gestire, ma come a un’opportunità per costruire un progetto più ampio per il trasporto pubblico dell’area urbana di Cosenza, con la possibilità di collegamenti diretti e tariffe integrate sui punti di attrazione dell’intera area. Quel percorso non si è concluso positivamente e credo che, al di là delle diverse posizioni, sia stata persa un’occasione oggettivamente importante.
Perché parla di opportunità perduta?
Principalmente, perché si erano create le condizioni per dare una prospettiva industriale a una realtà in liquidazione giudiziale. Il Consorzio era risultato aggiudicatario del ramo TPL, sia con il fitto degli immobili che con l’acquisto degli stessi in una seconda gara, con una previsione di assorbimento iniziale di 95 lavoratori. Durante il confronto siamo però andati oltre gli obblighi originariamente assunti, cercando una soluzione che consentisse di salvaguardare l’intero bacino occupazionale.
Cosa avevate proposto concretamente per i lavoratori?
La proposta finale prevedeva, secondo quanto da noi formalizzato con atti ufficiali, la salvaguardia di complessive 108 unità. Per i lavoratori ulteriori rispetto ai 95 del ramo TPL avevamo prospettato l’assorbimento attraverso una società partecipata al 100% dal Consorzio, mantenendo a tutti i diritti acquisiti con i medesimi trattamenti economici, retributivi e normativi e la medesima contrattazione collettiva. Era uno sforzo ulteriore rispetto alle condizioni dell’aggiudicazione, anche in ordine alle aspettative delle Istituzioni coinvolte che hanno sempre auspicato il collocamento di tutti i lavoratori di Amaco e tenendo conto delle normative europee sulla separazione contabile delle attività diverse dal trasporto pubblico, nonché utilizzando, potenzialmente, la possibilità della garanzia occupazionale nel caso di affidamento ad un nuovo gestore delle aree di parcheggio e dei parcometri da parte del Comune di Cosenza.
I sindacati, però, non hanno ritenuto sufficienti quelle garanzie.
Rispettiamo il ruolo delle organizzazioni sindacali e le loro valutazioni. Resta il fatto che abbiamo svolto numerosi incontri e cercato fino all’ultimo una soluzione. Avremmo preferito approfondire ulteriormente gli eventuali punti critici, peraltro non evidenziati, e verificare quali altre garanzie potessero essere costruite.
Si parla oggi della volontà di Cometra di assumere la gestione di Amaco. Come giudica questa ipotesi?
Non spetta a noi giudicare preventivamente le scelte della Regione o di Cometra. È però legittimo chiedere chiarezza. Se Cometra rappresentasse oggi una possibile soluzione, sarebbe forse utile comprendere perché non abbia partecipato alle plurime procedure ad evidenza pubblica esperite dalla Curatela e quali condizioni siano cambiate rispetto a quella fase.
Quindi la domanda è: perché Cometra non ha partecipato alle procedure?
Esattamente. Il Consorzio Autolinee TPL ha partecipato a due procedure competitive, ha presentato le offerte, assunto pubblicamente impegni economici ed è risultato aggiudicatario. Se oggi viene prospettato un percorso diverso, è ragionevole chiedere quali siano i presupposti giuridici, economici e industriali che lo renderebbero possibile e perché questa soluzione non sia stata perseguita attraverso le procedure precedenti.
C’è poi una particolarità: Cometra è un consorzio con soci pubblici e privati e il servizio viene svolto attraverso le imprese consorziate. Cosa significa, allora, parlare di “subentro di Cometra”?
È uno dei punti che meriterebbero di essere chiariti. Parlare genericamente di una soluzione pubblica rischia di essere riduttivo se il soggetto individuato ha una struttura consortile nella quale convivono componenti pubbliche e private e l’esecuzione dei servizi avviene attraverso le imprese consorziate. Bisognerebbe quindi spiegare concretamente quale sarebbe il modello operativo.
Quali aspetti dovrebbero essere chiariti?
Chi gestirebbe materialmente il servizio di Cosenza, quale o quali imprese consorziate sarebbero coinvolte, chi assumerebbe tutti i lavoratori, chi metterebbe a disposizione mezzi e strutture, chi organizzerebbe il servizio e chi sopporterebbe il rischio industriale. Sono questioni concrete, non polemiche. Si tenga conto che nessuna Società consortile in Calabria, titolare di contratto di servizio pubblico con la Regione, svolge direttamente i servizi, ma tutti li svolgono tramite le aziende consorziate.
Questa situazione mette in discussione la contrapposizione tra gestione pubblica e gestione privata?
Credo dimostri che la questione non possa essere ridotta a una contrapposizione ideologica tra pubblico e privato. Se la soluzione prospettata passa attraverso un consorzio composto da soggetti pubblici e privati e che opera attraverso le proprie consorziate, allora bisogna valutare il progetto nel merito: garanzie per i lavoratori, qualità del servizio, sostenibilità economica, investimenti e prospettiva industriale.
Il Consorzio Autolinee potrebbe sentirsi penalizzato?
Non la porrei in questi termini. Noi abbiamo seguito le regole della procedura, presentato un’offerta e assunto degli impegni. Se oggi esistono soluzioni differenti, ci aspettiamo semplicemente che siano altrettanto trasparenti, sostenibili e verificabili. È interesse di tutti che le condizioni siano chiare.
Quale domanda rivolgerebbe oggi alla Regione e alle istituzioni?
Qual è il progetto industriale per il trasporto pubblico dell’intera area urbana di Cosenza? Non basta indicare il nome di un soggetto. Bisogna spiegare chi materialmente svolgerà il servizio, con quali lavoratori, quali mezzi, quali risorse, quale organizzazione e quale prospettiva futura, anche in relazione all’intera area urbana già definita per Legge e concretamente esistente nei fatti.
Se domani Regione, Comune o Curatela convocassero un nuovo tavolo, partecipereste?
Bisognerebbe, innanzi tutto, essere invitati. Poi sarebbe necessario ascoltare, confrontarsi e verificare se esistono ancora le condizioni per costruire una soluzione. Se l’obiettivo comune è garantire un futuro al trasporto pubblico dell’area urbana, bisogna essere capaci di tornare a confrontarsi.
Anche con Cometra e con le organizzazioni sindacali?
Certamente. Se le Istituzioni ritenessero utile un confronto tra Regione, Comune, Curatela, organizzazioni sindacali e operatori interessati, noi non avremmo ragione di sottrarci. Ma dovrebbe essere un confronto fondato su numeri, regole, garanzie e progetti industriali concreti ed anche proiettati verso un nuovo sistema di affidamento competitivo.