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08/03/2026 ore 14.20
Economia e Lavoro

Amaco, i sindacati contro la cessione al privato: «Senza tutele non si vende il ramo Tpl»

Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e altre sigle contestano il nuovo bando: «Nessuna garanzia per tutti i lavoratori». Spingono per Co.Me.Tra con Ferrovie della Calabria e annunciano mobilitazioni

di Redazione

I sindacati del trasporto alzano la voce sulla vicenda Amaco e mettono nero su bianco una posizione netta: lavoro e trasporto pubblico non si svendono. In una nota congiunta, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Faisa-Confail, Orsa TPL e Ugl-Autoferro esprimono «forte apprensione» e «netta contrarietà» rispetto alla direzione che sta assumendo la procedura di cessione del ramo d’azienda Tpl.

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Secondo le organizzazioni sindacali, l’ultimo bando pubblicato dalla Curatela fallimentare, dopo la ricezione di una proposta di acquisto da parte di un soggetto privato, «non offre garanzie reali sulla salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori» e rischia di determinare «la svendita di un servizio pubblico essenziale» a favore di «logiche speculative».

I sindacati ricordano che nel percorso avviato a dicembre, a loro avviso, si era individuata una soluzione «equilibrata e sostenibile», capace di tenere insieme tutela dei posti di lavoro e rispetto delle procedure e dei creditori. In quel quadro, spiegano, era stata delineata una prospettiva chiara con il passaggio nel consorzio Co.Me.Tra., indicato come soluzione in grado di garantire continuità occupazionale e stabilità del servizio.

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Oggi, invece, denunciano, tornerebbe in campo «la proposta di un soggetto privato già precedentemente respinta», con un modello di acquisizione ritenuto distante dagli impegni politici discussi ai tavoli e caratterizzato da ipotesi di riduzione della forza lavoro: una linea che le sigle sindacali definiscono inaccettabile.

Nel documento viene ribadito che la strada del consorzio Co.Me.Tra. resta «la più coerente e sostenibile» per garantire continuità del servizio e piena tutela occupazionale. Non solo: secondo i sindacati, anche il patrimonio immobiliare e la forza lavoro dovrebbero transitare nel sistema pubblico regionale «così come previsto dallo statuto del consorzio», con il coinvolgimento di Ferrovie della Calabria.

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La proposta viene presentata come un’opportunità strategica per il trasporto pubblico regionale, perché garantirebbe maggiore integrazione e ottimizzazione dei servizi, con benefici economici e organizzativi, preservando la natura pubblica del servizio e tutelando il diritto alla mobilità dei cittadini.

Per queste ragioni le organizzazioni sindacali chiedono «un immediato chiarimento» e «il ripristino del percorso condiviso» dei mesi scorsi. E avvertono: se necessario, sono pronte a mettere in campo «tutte le iniziative di mobilitazione utili» a difendere lavoro, diritti e servizio pubblico.